Per iniziativa del suo
direttore Alberto Fragomeni, nel carcere milanese di Opera nasce nel 2003 una squadra di calcio formata interamente da
detenuti. Il gruppo si dà un assetto professionale, con tanto di
allenatore dal passato calcistico di un certo rilievo e si iscrive a un torneo ufficiale della
FIGC, seppure al gradino più basso, la Terza categoria. Della vicenda
arriva ad occuparsene anche la televisione, seguendo il cammino del Free
Opera attraverso l'innovativa trasmissione Sfide. La compagine dei
detenuti vince il campionato ed è promossa in Seconda categoria. Con loro
si allena un giornalista appassionato di calcio, dalla grande sensibilità
umana e sociale. Quasi ogni giorno entra ed esce dal carcere, ne respira
angosce e speranze. Si chiama Francesco Ceniti. È l'autore del libro.
Un libro che verte sulle grandi potenzialità dello sport come mezzo
efficace per il reinserimento sociale dei detenuti, come occasione per
rinforzare l'autostima di chi è caduto nel girone dei reietti, come
possibilità di riscatto per chi ha voglia di rifarsi una vita. Non si
tratta tuttavia di un saggio, bensì di un diario, di una narrazione di
grande dignità letteraria che descrive la quotidianità del carcere,
rendendoci partecipi di emozioni e sentimenti intensi.
Sono autori di furti, rapine, spaccio di droga, persino omicidi coloro
che affidano il racconto della propria esistenza alla scrittura di Ceniti,
precisa e impastata di genuina pietas. La prosa dell'autore ce li
restituisce uomini che hanno commesso uno sbaglio, ma che non sembrano e
non sono molto diversi da noi. Coltivano i nostri stessi desideri, le
nostre stesse aspirazioni, i nostri sogni più dolci. Come noi anelano a
un'esistenza densa di affetti e di gratificazioni familiari e
professionali.
Mettendo in discussione i più vieti stereotipi sui carcerati, Ceniti
ci insegna che il crinale che separa una vita onesta da una
condotta deviante è particolarmente sottile, labile, facilmente
valicabile da tutti in determinate circostanze. Ci spiega come sia giusto
coltivare la fiducia nella capacità degli uomini di comprendere e di
cambiare e della necessità di offrire a chi lo merita, dopo che ha pagato
il proprio debito verso la società, l'opportunità di reinserirsi a pieno
titolo nella vita sociale. Allora capita a volte che persino uno
spelacchiato campo da calcio possa costituire l'occasione per riassaporare
la libertà, per mantenere i rapporti col mondo esterno, per radunare le
energie necessarie a ridare una forma soddisfacente alla propria vita.
Succede al lettore di commuoversi leggendo le storie di uomini che si
sono improvvisamente smarriti nel corso di intricate esistenze. E quasi si
ringrazia, avvertendo, man mano che si procede tra le pagine, di compiere
un'esperienza autentica e trasformativa.
Davvero un bel libro.
ordina