"Se
ci guardiamo intorno, ci accorgiamo di essere circondati soltanto da
ridicolaggine e meschinità. Quel che importa è sottrarsi a questa
ridicolaggine e a questa meschinità. Fissare lo sguardo sull'eccelso!
Da allora in poi ho sempre avuto l'eccelso dinanzi ai miei occhi. Ma non
sapevo che cos'era l'eccelso. Lui lo sapeva? Le mie passeggiate con lui
altro non erano, per tutto il tempo, che storia naturale, filosofia,
matematica, geometria, insomma un continuo insegnamento che colmava di
felicità. È una vera iattura, diceva lui, che con tutto quello che
sappiamo non riusciamo a procedere di un passo. La vita era una
tragedia, e noi nella migliore delle ipotesi potevamo trasformarla in
una commedia".
È sempre una lettura corroborante Bernhard e non delude nemmeno
questo ultimo libro dell'autobiografia dedicato alla sua infanzia.
Thomas cresce privo di padre: il suo naturale è una sorta di
seduttore e di impostore. La madre ama e teme il bambino nello stesso
tempo, spesso lo punisce; soprattutto lo considera un ostacolo alla
propria libertà e alla propria realizzazione personale. Egli viene
allora affidato al nonno materno, una straordinaria figura di
intellettuale, un romanziere che non riesce a pubblicare i propri libri,
un uomo che non ha mai svolto un'ora di lavoro retribuito, ma, nel
contempo, un pensatore profondo e originale che inizia Thomas ai
piaceri dello spirito.
Il bambino è un ribelle, capace di provare felicità anche in
mezzo ai conflitti, Egli sperimenta ben presto la volgarità e la
rozzezza dei suoi simili, le false sicurezze della famiglia, l'ipocrisia delle autorità,
l'insensatezza
della scuola, gli orrori del nazismo trionfante e della guerra.
Spesso la vita gli appare un inferno da cui si può scappare soltanto
col suicidio, proposito che fortunatamente non metterà mai in atto.
Disperazione e vitalità sono le note dominanti di un libro che si
fa apprezzare per la ricchezza delle intuizioni e per l'analisi
spietata che Bernhard compie su se stesso e sul mondo circostante, aiutando
in tal modo il lettore a migliorare la propria consapevolezza.
Che è poi la funzione basilare della narrativa di qualità.
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