Thomas Bernhard, Un bambino, Adelphi, 1994

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copertina"Se ci guardiamo intorno, ci accorgiamo di essere circondati soltanto da ridicolaggine e meschinità. Quel che importa è sottrarsi a questa ridicolaggine e a questa meschinità. Fissare lo sguardo sull'eccelso! Da allora in poi ho sempre avuto l'eccelso dinanzi ai miei occhi. Ma non sapevo che cos'era l'eccelso. Lui lo sapeva? Le mie passeggiate con lui altro non erano, per tutto il tempo, che storia naturale, filosofia, matematica, geometria, insomma un continuo insegnamento che colmava di felicità. È una vera iattura, diceva lui, che con tutto quello che sappiamo non riusciamo a procedere di un passo. La vita era una tragedia, e noi nella migliore delle ipotesi potevamo trasformarla in una commedia".

È sempre una lettura corroborante Bernhard e non delude nemmeno questo ultimo libro dell'autobiografia dedicato alla sua infanzia.

Thomas cresce privo di padre: il suo naturale è una sorta di seduttore e di impostore. La madre ama e teme il bambino nello stesso tempo, spesso lo punisce; soprattutto lo considera un ostacolo alla propria libertà e alla propria realizzazione personale. Egli viene allora affidato al nonno materno, una straordinaria figura di intellettuale, un romanziere che non riesce a pubblicare i propri libri, un uomo che non ha mai svolto un'ora di lavoro retribuito, ma, nel contempo, un pensatore profondo e originale che inizia Thomas ai piaceri dello spirito.

Il bambino è un ribelle, capace di provare felicità anche in mezzo ai conflitti, Egli sperimenta ben presto la volgarità e la rozzezza dei suoi simili, le false sicurezze della famiglia, l'ipocrisia delle autorità, l'insensatezza della scuola, gli orrori del nazismo trionfante e della guerra.
Spesso la vita gli appare un inferno da cui si può scappare soltanto col suicidio, proposito che fortunatamente non metterà mai in atto.

Disperazione e vitalità sono le note dominanti di un libro che si fa apprezzare per la ricchezza delle intuizioni e per l'analisi spietata che Bernhard compie su se stesso e sul mondo circostante, aiutando in tal modo il lettore a migliorare la propria consapevolezza.
Che è poi la funzione basilare della narrativa di qualità.

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Pagina aggiornata il 08.08.04
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