Bel volumone di 624 pagine, che raccoglie cronache
di viaggio radatte da quel raffinato critico d'arte
che fu Cesare Brandi (1906-1988), uomo dotato
di ingegno sottile, dagli interessi estremamente vari,
viaggiatore instancabile, che qui ci traccia un
ritratto dell'Italia, suggerendoci dal passato
itinerari ormai snobbati dalle agenzie turistiche,
località quasi dimenticate, ma ricche di storia, di
cultura e di arte. Un'Italia percorsa in automobile,
spesso prima dell'avvento delle autostrade e
certamente prima della motorizzazione di massa.
Casale, Savona, Bergamo, Pavia, Trieste, Pienza,
Piombino, Gubbio, Termoli, Anagni, Palinuro,
Metaponto, Lecce, Taranto, Sibari, Alghero... una
serie di ricche suggestioni per chi cerca qualche
località nuova da visitare non troppo lontana da
casa e anche per chi vuole godere delle emozioni del
viaggio standosene comodamente seduto in poltrona.
Una prosa, quella di Brandi, preziosa, sontuosa, a
volte forse difficile e capace di mettere in
soggezione il lettore, ma nello stesso tempo, come
scrive Argan, un genere letterario assolutamente
realizzato e con un carattere di novità assoluta.
Un libro che, se portato in viaggio, ne aumenta
sicuramente l'incanto.