Mi piacciono gli
scrittori. Se parli con uno scrittore, spesso riesci ad avere una
risposta. (n. 85)
Io parlo con autorità, di fiaschi... Ernest [Hemingway, ndr]
con autorità di successi. Non potremmo mai più sedere allo stesso
tavolo. (n. 1915)
Scott Fitzgerald appartiene ai mostri
degli anni Venti, per usare il titolo di una fortunata raccolta di
saggi della sua traduttrice Fernanda Pivano, a quella generazione di
scrittori che cambiarono il volto della narrativa americana del primo
dopoguerra.
Autore de Il grande Gatsby, Tenera è la notte, Belli e
dannati, Fitzgerald è uno degli esponenti di punta della Generazione
Perduta, il cantore dell'età del jazz, di un'America in cui i
giovani cercano di emanciparsi dal fardello delle virtù puritane.
Della narrativa di Scott Fitzgerald mi avevano affascinato i temi:
l'infelicità, il fallimento, l'alcool, il denaro, la malattia
mentale, il talento e la dissipazione, la mondanità; ma quello che ho
letto mi ha un po' deluso; mi è capitato anche di annoiarmi. Voglio
rileggerlo. Voglio concedermi un'altra chance.
Di questi Taccuini, per esempio, mi sono piaciute alcune
osservazioni illuminanti, folgoranti, scritte spesso con brillante
ironia, mentre altre annotazioni sono evocative e sanno restituire al
lettore emozioni e situazioni originali e seducenti.
Gli appunti di Fitzgerald ci permettono inoltre di visitare
l'"officina" dello scrittore, ci consentono di capire il suo
metodo di lavoro e come nascono racconti e romanzi di un grande
autore.
Circa I taccuini, scrive Sergio Perosa, cui siamo debitori
di uno splendido e completo saggio introduttivo:
"Questi sono "I taccuini" di uno scrittore
scrupoloso, impegnato col suo lavoro, attento ai problemi della
narrativa, consapevole del suo talento (e delle sue debolezze), in
lotta quotidiana non solo con la parola, ma con il pericolo della
dispersione, delle tentazioni che sviano, della resa al commercialismo.
Sono una testimonianza umana, ma in primo luogo confermano questa
immagine di Fitzgerald "scrittore", alla quale è dopotutto
legata la sua importanza.
[...] Sono in primo luogo uno stock-tacking, una sorta di bilancio
redatto in un momento di crisi, un argine o baluardo di difesa, una
raccolta di dati, osservazioni, idee, che funga da riserva per l'ora
del bisogno.
[...] Ma rispondono anche, questi "Taccuini", all'esigenza
fondamentale dello scrittore: avere a disposizione tutto di sé, ogni
filo o brandello che possa servirgli, un campionario di potenzialità
da custodire anche allo stato embrionale.
[...] Alcune delle note sono desunte, anzi ripescate, dai racconti
dozzinali sfornati a ritmo continuo per le riviste popolari: di quasi
ognuno di essi viene salvata o preservata una frase, un particolare,
una descrizione che si possa riutilizzare in opere di impegno più
serio.
[...] Altre note sono preparatorie ai romanzi [...]: e lì si entra
direttamente nel laboratorio dello scrittore, nel luogo dove le idee
prendono forma, le immagini balenate nella mente si compongono in
possibili figurazioni, affiorano e vengono verificati i principi
narrativi, la pagina prende a poco a poco consistenza. Altre ancora
hanno valore di testimonianza umana, rivelano i moventi più intimi o
le ossessioni segrete dell'io".
I
libri di Francis Scott Fitzgerald