Styron è uno scrittore americano di sicuro
spessore e che gode di una certa popolarità. Questo
libro, autobiografico, racconta la grave forma di
depressione, di cui lo scrittore ha sofferto nel
1985. Letto quando uscì nell'edizione italiana, il
libro mi impressionò per la sua intensità e le sue
qualità letterarie.
Styron descrive la depressione,
di cui fu vittima e che lo portò ad ossessivi
pensieri suicidi, come un disturbo essenzialmente
organico, uno squilibrio biochimico, una forma di
pazzia, anche se l'autore riconosce le connessioni da
labirinto che collegano il male alle sue concause
psichiche e insiste nel rilevare l'inquietante e
misterioso nesso fra depressione e creatività
artistica. Il paziente, sottoposto a psicoterapia,
trattato farmacologicamente e, soprattutto,
ospedalizzato, segregato in un ambiente quieto e
protetto, guarisce, uscendo a riveder le stelle.
Un'oscurità trasparente è un libriccino
breve, appena 127 pagine, ma condensato, una
testimonianza che, aiutando a capire il vissuto di
chi soffre di una cosiddetta malattia mentale,
ci permette di essere più comprensivi e indulgenti,
più compassionevoli ed efficaci nell'avvicinarci a
questo tipo di sofferenza, senza pregiudizi e falsi
moralismi.
I
libri di William Styron