Franco Carlini è, secondo
me, il guru del giornalismo informatico
italiano. Ne leggo gli articoli con, ahimè,
incostante assiduità, ma con persuasa ammirazione,
nel tentativo di capire qualcosa di più sul
funzionamento e le potenzialità di quella scatola
magica che ho quotidianamente davanti, di quella
sfinge al silicio da cui sono irrimediabilmente
sedotto.
L'opinionista de L'Espresso esamina, in
questo saggio, l'essenza e l'impatto di
Internet sulle nostre vite e sul nostro modo di
comunicare.
Mettendo sul tavolo le sue competenze di informatica,
neurofisiologia e messmediologia, Carlini cerca di
decifrare il difficile rapporto, o il giusto mix,
fra testo e immagine nella costruzione dei siti Web. Parole
e immagine nella comunicazione di rete è,
infatti, il sottotitolo del libro.
Questo volumetto Einaudi si occupa anche delle
relazioni fra oralità e testo scritto, fra libri,
giornali, riviste da una parte e fotografia, cinema,
televisione dall'altra.
Il Web arriverà ad una felice sintesi di tutte
queste forme di espressione?
Carlini ne esamina estesamente le possibilità.
A mio parere, tuttavia, le parti più interessanti
e convincenti del libro non sono quelle in cui
l'autore si dilunga in elaborate considerazioni
"filosofiche", ma quelle più tecniche, che
descrivono e analizzano la costruzione dei siti Web e
la loro evoluzione nel tempo.
Forse questa reazione personale dipende molto dalle
mie aspettive sul libro in oggetto e quindi dalla mia
attenzione selettiva, durante la lettura, verso
questo tipo di informazioni più pratiche.
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