Cecilia Sironi, Storia dell'assistenza infermieristica, NIS, 1991

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La storia dell'assistenza infermieristica è strettamente legata, in Occidente, al diffondersi del cristianesimo.
Nel vecchio hospitale medioevale si assistono principalmente i poveri, i sofferenti, i malati.

Tra il XIII e il XIV secolo, l'assistenza ai malati conosce un periodo di declino: i laici che prestano assistenza provengono in gran parte dalle file della prostitute e dei galeotti.
Nel XV secolo si arriva alla costituzione dei primi ospedali "maggiori".

Nel XVI secolo la Chiesa cerca di contrastare la progressiva decadenza dell'assistenza ai malati con la creazione di nuove congregazioni ospedaliere. In particolare, San Vincenzo opererà riforme precorritrici dell'opera di Florence Nightingale.

Con l'avvento dell'Illuminismo si afferma la scienza e i problemi sanitari divengono di pertinenza delle istituzioni pubbliche. Si accentua la laicizzazione dell'assistenza ospedaliera. Con Napoleone la cura dei malati è affidata in toto all'ospedale.
C'è anche il rovescio della medaglia: non c'è più attenzione per il malato ma soltanto per il caso clinico interessante.

Dopo la Restaurazione, la Chiesa avverte la necessità di ricostituire molti ordini religiosi, che intrecceranno, in Italia, negli ultimi due secoli, la loro storia con quella dell'assistenza sanitaria.
L'assistenza ai malati vede difatti da noi, per molto tempo, accanto, ma sovente in contrapposizione, personale religioso e personale laico. Il primo non sempre tecnicamente aggiornato, ma talvolta più disponibile, più economico, più motivato.

Molto importante si rivelerà in Italia, ai fini di una modernizzazione delle concezioni assistenziali, prima di allora di quasi esclusivo monopolio concettuale del medico, l'introduzione del concetto di nursing e l'esperienza sviluppata in campo infermieristico nei Paesi anglosassoni.
Il termine nursing per definire l'assistenza infermieristica, venne introdotto nella nostra nazione soltanto agli inizi del ventesimo secolo, sulla scorta della pubblicazione in Inghilterra del celeberrimo Notes on Nursing (1859), un libretto, divenuto presto un bestseller tradotto in molte lingue, in cui la Nightingale dispensa consigli ai milioni di donne che sono responsabili della salute dei loro familiari.
La Nightingale creò una scuola per infermiere con un metodo didattico fondato sull'istruzione, la gerarchia, la disciplina, la dedizione, gli elevati standard di comportamento. L'organizzazione scolastica creata nell'Inghilterra vittoriana venne presto imitata da tutte le nazioni più avanzate.

Bisognerà attendere, tuttavia, gli anni Settanta perchè la pratica del nursing divenga diffusa nel territorio italiano, incontrando molte resistenze sia tra le infermiere che tra medici e amministrativi, questi ultimi restii a concedere dignità ad un lavoro che i più consideravano ancillare.

Tra le infermiere, ricordate nella sua Storia dall'autrice, figurano Elizabeth Fry, cui riconosce qualche debito pure la Nightingale; Florence Lees, che diresse il primo servizio di assistenza domiciliare, ideato da William Rathbone; Clara Burton, fondatrice dell'American Association of Red Cross; Anna Celli, pionera nell'istituzione di corsi per infermiere qualificate (1901); Grace Baxter, che con la scuola Croce Azzurra di Napoli, diresse la prima scuola per infermiere in Italia che utilizzasse i metodi della Nightingale.

Il libro della Sironi, che ci racconta in maniera particolareggiata i cambiamenti occorsi nei secoli all'assistenza infermieristica, risulta ben scritto, documentato, appassionato, ricco di concetti relativi all'assistenza su cui noi infermieri faremo bene a riflettere.

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