La storia dell'assistenza infermieristica è
strettamente legata, in Occidente, al diffondersi del
cristianesimo.
Nel vecchio hospitale medioevale si
assistono principalmente i poveri, i sofferenti, i
malati.
Tra il XIII e il XIV secolo, l'assistenza ai
malati conosce un periodo di declino: i laici che
prestano assistenza provengono in gran parte dalle
file della prostitute e dei galeotti.
Nel XV secolo si arriva alla costituzione dei primi
ospedali "maggiori".
Nel XVI secolo la Chiesa cerca di contrastare la
progressiva decadenza dell'assistenza ai malati con
la creazione di nuove congregazioni ospedaliere. In
particolare, San Vincenzo opererà riforme
precorritrici dell'opera di Florence Nightingale.
Con l'avvento dell'Illuminismo si afferma la
scienza e i problemi sanitari divengono di pertinenza
delle istituzioni pubbliche. Si accentua la
laicizzazione dell'assistenza ospedaliera. Con
Napoleone la cura dei malati è affidata in toto
all'ospedale.
C'è anche il rovescio della medaglia: non c'è più
attenzione per il malato ma soltanto per il caso
clinico interessante.
Dopo la Restaurazione, la Chiesa avverte la
necessità di ricostituire molti ordini religiosi,
che intrecceranno, in Italia, negli ultimi due
secoli, la loro storia con quella dell'assistenza
sanitaria.
L'assistenza ai malati vede difatti da noi, per molto
tempo, accanto, ma sovente in contrapposizione,
personale religioso e personale laico. Il primo non
sempre tecnicamente aggiornato, ma talvolta più
disponibile, più economico, più motivato.
Molto importante si rivelerà in Italia, ai fini
di una modernizzazione delle concezioni
assistenziali, prima di allora di quasi esclusivo
monopolio concettuale del medico, l'introduzione del
concetto di nursing e l'esperienza
sviluppata in campo infermieristico nei Paesi
anglosassoni.
Il termine nursing per definire l'assistenza
infermieristica, venne introdotto nella nostra
nazione soltanto agli inizi del ventesimo secolo,
sulla scorta della pubblicazione in Inghilterra del
celeberrimo Notes on Nursing (1859), un
libretto, divenuto presto un bestseller
tradotto in molte lingue, in cui la Nightingale
dispensa consigli ai milioni di donne che sono
responsabili della salute dei loro familiari.
La Nightingale creò una scuola per infermiere con un
metodo didattico fondato sull'istruzione, la
gerarchia, la disciplina, la dedizione, gli elevati
standard di comportamento. L'organizzazione
scolastica creata nell'Inghilterra vittoriana venne
presto imitata da tutte le nazioni più avanzate.
Bisognerà attendere, tuttavia, gli anni Settanta
perchè la pratica del nursing divenga diffusa nel
territorio italiano, incontrando molte resistenze sia
tra le infermiere che tra medici e amministrativi,
questi ultimi restii a concedere dignità ad un
lavoro che i più consideravano ancillare.
Tra le infermiere, ricordate nella sua Storia
dall'autrice, figurano Elizabeth Fry, cui riconosce
qualche debito pure la Nightingale; Florence Lees,
che diresse il primo servizio di assistenza
domiciliare, ideato da William Rathbone; Clara
Burton, fondatrice dell'American Association of
Red Cross; Anna Celli, pionera nell'istituzione
di corsi per infermiere qualificate (1901); Grace
Baxter, che con la scuola Croce Azzurra di Napoli,
diresse la prima scuola per infermiere in Italia che
utilizzasse i metodi della Nightingale.
Il libro della Sironi, che ci racconta in maniera
particolareggiata i cambiamenti occorsi nei secoli
all'assistenza infermieristica, risulta ben scritto,
documentato, appassionato, ricco di concetti relativi
all'assistenza su cui noi infermieri faremo bene a
riflettere.
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