Francesco Piccolo, La separazione del maschio, Einaudi, 2008
N a r r a t i v a |
![]() L'uomo, tuttavia, nonostante l'unione matrimoniale sia per lui fonte di gratificazioni, prova un irresistibile bisogno di allacciare delle relazioni con altre donne, con cui fa l'amore persino sul letto coniugale, obbligandosi così ad una esistenza caratterizzata dal sotterfugio e dal terrore di farsi scoprire dal coniuge. Un giorno, rientrando a casa prima del tempo, trova la moglie a letto con un altro. Sicuro di non essere stato visto entrare,
fa finta di niente, esce di nuovo e ritorna a casa più tardi, rimuovendo l'accaduto persino dalla propria coscienza. Si tratta di un bel romanzo, dove c'è sì la descrizione esplicita di diverse scene di sesso, ma dove il piatto forte è
costituito dal flusso di riflessioni, sensazioni e desideri del protagonista, che incarna a mio avviso, con convincente
attendibilità, la psicologia del maschio contemporaneo, liberato e femminista, ma sempre più insofferente ai legami
monogamici. Molto riuscito il personaggio di Beatrice, una bimba ricca di delicata grazia, che con le sue riflessioni piene di freschezza
comunicate ai genitori, sa commuovere il papà e finisce col conquistare anche il lettore.
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Pagina aggiornata il 23.09.09 |