Senigallia

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Che strano. Sulle coste ferraresi, prospicienti il Delta del Po, è tutto un fiorire di villette ed appartamenti, con i proprietari che approfittano dei primi week-end soleggiati per dare aria alle stanze e curare i giardini delle loro proprietà, oltre che per godersi i primi caldi raggi solari.

Qui, a poche centinaia di chilometri sullo stesso mare, l'Adriatico, si vedono quasi soltanto grandi alberghi, dalle tre alle cinque stelle, belli e confortevoli, disposti in fila sul lungomare quasi come carrarmati in battaglia.

Noi, per esempio, abbiamo una camera fornita di frigo bar e televisore e dal balcone riusciamo a vedere una fettina di mare, quasi sempre burrascoso in questa tarda estate martoriata dalla tramontana.
Davvero carino e conveniente il nostro albergo, anche se l'albergatore ci sembra un po' scontroso. Saremo vittima delle eccessive paranoie del turista, ma abbiamo l'impressione che l'accoglienza sia un po' freddina e sbrigativa.
Eppure si sta bene, la gente è semplice, lo stile di vita è quello della provincia italiana, con i suoi suoi ritmi sonnacchiosi e i suoi riti riposanti. Il mare è bello, pulito.

Il tempo scorre lento ed è un peccato che la fine di agosto sia quest'anno così fredda e piovosa ed impedisca di godere appieno le gioie della spiaggia.
Per superare il dolce tedio delle giornate, un po' leggo Proust, un po' passeggio per il centro storico, magari sostando per un cappuccino nei bar con i tavolini all'aperto.
Oppure smozzicando un trancio di pizza appoggiati a un muretto, mentre alle spalle abbiamo la rocca, dove Cesare Borgia fece strangolare Oliverotto da Fermo, Vitellozzo Vitelli e altri signorotti locali, l'ultimo dell'anno del 1502, dopo averli attirati con un tranello. 
E mentre seduto sul lettino leggo La prigioniera e osservo i pochi bagnanti che spremono gli ultimi raggi di sole, - alcune ragazze veramente belle con il corpo levigato e rassodato da mesi di palestra -, mi sembra quasi di essere sulla spiaggia di Balbec.

La sera non c'è molto da vedere.
Quando si va per una pizza, il centro storico è pressoché deserto, mentre il lungomare assomiglia ad un luna-park o a una sagra di paese, con le giostre e le bancarelle e le famigliole che passeggiano avanti e indietro, richiamando bruscamente i pargoli indisciplinati.
Ci si stanca dopo poco e per trovare rifugio dalla pazza folla non c'è niente di meglio che andare a letto presto.

 

Pagina aggiornata il 07.07.02
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