Italo Calvino, La giornata d'uno scrutatore, Mondadori, 2000

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copertinaAmerigo Ormea si ritrova nelle elezioni del 1953 (quelle della cosiddetta "legge truffa"), a fare lo scrutatore per conto di un partito della sinistra che poi si rivelerà essere quello comunista ("l'avevano fatto scrutatore: un compito modesto, ma necessario e anche d'impegno").

Non conosciamo molto sulla sua occupazione, sappiamo soltanto che, "nella professione, all'affermarsi preferiva il confermarsi persona giusta". Sappiamo, inoltre, che, "il suo carattere lo portava verso una vita più raccolta", piuttosto che all'attivismo professionale e politico.

Il suo seggio si trova a Torino, in quel famoso istituto, il "Cottolengo", che raccoglie tutta un'umanità derelitta.
Gli ospiti dell'istituto sono stati istruiti a votare per il partito di governo, la Democrazia Cristiana, l'unico che gli è fatto credere tuteli i loro interessi.

Il racconto lungo di Calvino descrive appunto la giornata di Amerigo, dal mattino piovoso in cui si reca al seggio alla conclusione delle operazioni di voto. E il suo incontro con quell'umanità desolata e con i religiosi, che con ammirevole e talvolta muto spirito di servizio, li assistono.

Non succedono accadimenti particolari; il disbrigo delle operazioni di voto assume il suo andamento "normale, sonnacchioso, burocratico": il libro è costituito dalla descrizione minuziosa degli oggetti e delle persone che si avvicendano davanti allo sguardo attento dello scrutatore e dalle riflessioni che i minimi avvenimenti della giornata determinano in lui.

E così il protagonista prende spunto da fatti minimali, in apparenza insignificanti, per dare il via a una serie di interessanti e originali meditazioni sui più svariati argomenti: la democrazia, le istituzioni, la sofferenza, l'emancipazione femminile, la politica, l'amore, la metafisica, la religione, la bellezza, l'evoluzione della specie, la beatitudine, il potere, la donna, la lettura, la responsabilità della procreazione, la giustizia.

A metà giornata fa un breve rientro nella sua spoglia abitazione di scapolo maturo e telefona alla sua ragazza, Lia, con la quale gli riesce più facile intrattenere rapporti quando se la raffigura nella sua fantasia che quando interagisce direttamente con lei.
Lia gli comunica, telefonicamente, quasi con noncuranza, di essere incinta, disorientandolo e facendogli perdere la sua assorta concentrazione.
Lia è una ragazza che il protagonista definisce "prelogica", naturale ed immediata, poco incline alle speculazioni del pensiero ("Ecco... per lei non conta la logica della ragione ma solo la logica della fisiologia").
Riesce difficile ad Amerigo coinvolgerla nel suo mondo interiore dominato dal pensiero e dalla riflessione.

La giornata d'uno scrutatore venne pubblicato nel 1963, dopo dieci anni di "travaglio creativo" ed è parzialmente autobiografico (Calvino fece davvero lo scrutatore al Cottolengo).
Il racconto è un piccolo gioiello di equilibrio classico.
Il protagonista, dalla vita in apparenza insignificante, ci guida, col suo razionalismo arricchito dalla giusta dose di emotività, a meditazioni profonde sul destino umano.
Ci colpisce e ci seduce "la sua abitudine a guardare le cose dal punto di vista dell'avversario e la sua riluttanza a esprimere concetti ovvi".

La scrittura, un modello per nitore stilistico, è caratterizzata da periodi brevi, da frasi spoglie ed esatte, da un'aggettivazione ridotta all'essenziale.
Il ritmo della narrazione è quello pacato del dialogo interiore.

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