Ian McEwan, Sabato, Einaudi, 2005

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copertinaIl romanzo narra la giornata di riposo di Henry Perowne, neurochirurgo londinese che ama il proprio lavoro, ha una moglie avvocato, Rosalind, verso cui nutre ancora desideri erotici e un tenero affetto, e due figli con talento artistico: Theo, che suona in una band e Daisy, dottoranda e poetessa, che rimprovera al padre la propria ignoranza letteraria. Completano il quadro familiare una madre ultrasettantenne, Lilly, che una demenza multinfartuale costringe a una quieta incoscienza in una casa di riposo e un suocero, John, poeta vulcanico e alcolico, le cui visite provocano al genero una costante apprensione.

In verità sabato 15 febbraio 2003 a Henry Perowne ne accadono di tutti i colori: già qualche ora prima dell'alba vede dalla finestra un aereo in fiamme; litiga più tardi, per un banale incidente automobilistico, con un poco di buono, tale Baxter, minato nel corpo e nella psiche dalla corea di Huntington; perde la sua settimanale partita di squash col suo amico anestesista Jay Strauss, prendendo coscienza dei primi segni del proprio declino fisico; è vittima in serata con tutta la famiglia di una violenta aggressione da parte di Baxter, che vuole ora vendicarsi della ferita all'amor proprio subita in mattinata; viene richiamato nottetempo al lavoro per un'emergenza.

Sullo sfondo i cortei pacifisti contro l'incombente guerra in Iraq e le angosce suscitate in tutti noi dagli attacchi terroristici dell'11 settembre 2001.

Ian McEwan, attraverso la descrizione di una giornata qualsiasi del neurochirurgo Henry Perowne, racconta i nostri giorni di cittadini di una società che può essere gratificante, ben organizzata, ricca di conquiste scientifiche, tecnologiche e sociali, ma che, proprio a causa di questa sua complessità, si rivela essere un mondo fragile, vulnerabile, alla mercé di forze esterne, sottoprodotti in qualche modo dello sviluppo della civiltà stessa, quali il terrorismo e la criminalità, contro le quali siamo pressoché impotenti.

La narrazione procede piacevolmente asciutta, incalzante, precisa. 
Il vissuto dei personaggi, le emozioni, le idee, i sentimenti spesso contraddittori e scomposti si fondono nel libro in una sintesi armoniosa e gradevole.

La coscienza composita e inafferrabile dell'uomo contemporaneo affiora in tutta la sua mirabile complessità.

Anche le parti riguardanti il lavoro in sala operatoria mi sembrano trattate in modo dettagliato, avvincente e tecnicamente ineccepibile. Lo scrittore stesso ha dichiarato di essersi documentato scrupolosamente, frequentando per due anni il National Hospital for Neurology and Neurosurgery di Londra.

Un bel romanzo.

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Pagina aggiornata il 26.01.06
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