Sono particolarmente stimolanti le riflessioni
riportate in questo libro da Sabatini, docente di
Filosofia morale all'Università di Roma.
Il libro nasce come supporto ad alcune lezioni di
filosofia tenute dall'autore alla Scuola speciale per
dirigenti dell'attività infermieristica.
Il saggio verte sull'importanza dell'insegnamento
della filosofia nella formazione degli operatori
sanitari, una filosofia non accademica e astratta,
puro gioco della mente, ma calata nella concreta
esistenza degli uomini. Il modello assunto da
Sabatini è quello fenomenologico-esistenzialista e
il pensatore cui si rifà con maggiore frequenza è
il tedesco Karl Jaspers.
La malattia, ancorché rimossa e negata dalla nostra
società secolarizzata, ridotta dal determinismo
scientifico a guasto della macchina-corpo, riveste un
importante significato nella nostra esistenza e ci
permette spesso di interrogarci, di riflettere e di
giungere ad una maturazione di noi stessi.
"La malattia, la morte, fanno parte della nostra
vita che è anche sofferenza".
Questo è ciò che deve comprendere il malato
per uscire dalla disperazione e, soprattutto,
l'operatore sanitario che, nello svolgimento della
propria attività, non deve lasciarsi sopraffare dal
tecnicismo e da una visione eccessivamente meccanicistica dell'uomo.
La medicina e l'assistenza
vanno umanizzate
La formazione di medici e infermieri deve tener conto
degli aspetti psicologici e filosofici dell'esistenza
umana.
"La sensibilità verso la sofferenza, unita al
rispetto per la libertà e la dignità della persona,
è ciò senza cui qualunque progetto di
riumanizzazione della medicina è destinato al fallimento".
Nel rapporto con l'uomo malato, dunque, è bene
che medico e infermiere rifuggano da atteggiamenti di
autoritarismo e di paternalismo, accettino, ma non
incoraggino eccessivamente la dipendenza, la
passività, la regressione infantile del malato.
Devono, appena possibile, coinvolgerlo nelle
decisioni diagnostiche, assistenziali, terapeutiche
che riguardano la sua vita e la sua salute, restituirgli
dignità, prepararlo alla verità e, soprattutto, a
considerare la malattia come una delle espressioni
più ricche di significato dell'esistenza.
Sabatini si sofferma ad analizzare alcune importanti
questioni di bioetica: la deontologia, raccomandando
di non lasciarsi rinchiudere in atteggiamenti
standardizzati e di personalizzare il proprio
comportamento a seconda dell'individuo con cui si
entra in relazione; l'eugenetica e l'ingegneria
genetica; l'eutanasia; la sperimentazione sugli
esseri umani.
Le meditazioni proposte non sono mai banali; un
testo, questo, che ci aiuta a prendere contatto con
la parte più spirituale e forse più autentica di
noi stessi. Una sorsata di acqua pura che ci consente
di affrontare il lavoro quotidiano con rinnovata e
costruttiva energia.
Un libro all'insegna di una serietà ristoratrice, di
cui si avverte spesso, nella società odierna, l'acuta
mancanza.