Angelo G. Sabatini, Medicina e morale, Uses, 1982

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Sono particolarmente stimolanti le riflessioni riportate in questo libro da Sabatini, docente di Filosofia morale all'Università di Roma.
Il libro nasce come supporto ad alcune lezioni di filosofia tenute dall'autore alla Scuola speciale per dirigenti dell'attività infermieristica.

Il saggio verte sull'importanza dell'insegnamento della filosofia nella formazione degli operatori sanitari, una filosofia non accademica e astratta, puro gioco della mente, ma calata nella concreta esistenza degli uomini. Il modello assunto da Sabatini è quello fenomenologico-esistenzialista e il pensatore cui si rifà con maggiore frequenza è il tedesco Karl Jaspers.

La malattia, ancorché rimossa e negata dalla nostra società secolarizzata, ridotta dal determinismo scientifico a guasto della macchina-corpo, riveste un importante significato nella nostra esistenza e ci permette spesso di interrogarci, di riflettere e di giungere ad una maturazione di noi stessi.
"La malattia, la morte, fanno parte della nostra vita che è anche sofferenza".
Questo è ciò che deve comprendere il malato per uscire dalla disperazione e, soprattutto, l'operatore sanitario che, nello svolgimento della propria attività, non deve lasciarsi sopraffare dal tecnicismo e da una visione eccessivamente meccanicistica dell'uomo.

La medicina e l'assistenza vanno umanizzate

La formazione di medici e infermieri deve tener conto degli aspetti psicologici e filosofici dell'esistenza umana.
"La sensibilità verso la sofferenza, unita al rispetto per la libertà e la dignità della persona, è ciò senza cui qualunque progetto di riumanizzazione della medicina è destinato al fallimento".

Nel rapporto con l'uomo malato, dunque, è bene che medico e infermiere rifuggano da atteggiamenti di autoritarismo e di paternalismo, accettino, ma non incoraggino eccessivamente la dipendenza, la passività, la regressione infantile del malato. Devono, appena possibile, coinvolgerlo nelle decisioni diagnostiche, assistenziali, terapeutiche che riguardano la sua vita e la sua salute, restituirgli dignità, prepararlo alla verità e, soprattutto, a considerare la malattia come una delle espressioni più ricche di significato dell'esistenza.

Sabatini si sofferma ad analizzare alcune importanti questioni di bioetica: la deontologia, raccomandando di non lasciarsi rinchiudere in atteggiamenti standardizzati e di personalizzare il proprio comportamento a seconda dell'individuo con cui si entra in relazione; l'eugenetica e l'ingegneria genetica; l'eutanasia; la sperimentazione sugli esseri umani.

Le meditazioni proposte non sono mai banali; un testo, questo, che ci aiuta a prendere contatto con la parte più spirituale e forse più autentica di noi stessi. Una sorsata di acqua pura che ci consente di affrontare il lavoro quotidiano con rinnovata e costruttiva energia.

Un libro all'insegna di una serietà ristoratrice, di cui si avverte spesso, nella società odierna, l'acuta mancanza.

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Pagina aggiornata il 22.05.02
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