G. Roucoules, L. Perlemuter, Dizionario pratico di assistenza e cure domiciliari, Masson, 1992

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Concepito principalmente per i medici, ma utilizzabile in modo proficuo anche dagli infermieri, questo dizionario non solo mi è sembrato ben fatto, ma anche prezioso per quegli infermieri che si trovano a dover fronteggiare le patologie croniche. Io stesso l'ho consultato, nel tempo, più volte, trovandovi risposte adeguate per problemi assistenziali complessi. L'assistenza domiciliare integrata e tecnologicamente avanzata costituisce, in questi anni, una nuova frontiera della medicina e del nursing. Libri come questo vengono incontro, in modo brillante, a bisogni formativi urgenti. 

Scrive Claudio Cricelli nell'introduzione:
Dopo un periodo, iniziato in molti paesi europei nel dopoguerra, in cui sembrava che il trattamento delle malattie acute e croniche a casa, fosse in declino, l'assistenza domiciliare ritorna oggi come il modello assistenziale più adeguato, perché più naturale per l'uomo.
E non solo per la maggiore comodità, i minori costi e oneri organizzativi. Curare le persone a casa non costa poco, ma costa sicuramente meno delle cure ospedaliere. L'organizzazione, pur complessa, è alla portata dei moderni sistemi sanitari.
Il motivo vero del successo crescente dell'assistenza domiciliare risiede tuttavia nel fatto che essa è naturale. Riflette cioè il fatto che le persone, pur malate, vivono e continuano a condurre una vita di relazione carica di interessi e di affetti.
L'ospedale non è il luogo naturale della vita di relazione, che resta invece la casa, a contatto con la famiglia, gli amici e il mondo esterno.
Il crescere delle malattie croniche e delle disabilità croniche, pone inoltre il problema di una assistenza continua e di lunga durata. L'invecchiamento della popolazione fa prevedere un aumento progressivo dell'investimento di risorse umane e sociali sulla assistenza domiciliare (...).
Un'assistenza che non può essere considerata un puro fatto tecnico. Le soluzioni organizzative, i consigli, gli strumenti, gli ausili tecnici non bastano per una buona assistenza domiciliare (...). Assistere a casa significa coinvolgere significativamente la famiglia, i conoscenti e l'assistenza sanitaria in attività complesse e a volte difficili (...).
[L'operatore] deve imparare le regole dell'organizzazione e della gestione (...).
Significa(...) creare scuole in cui si insegni agli infermieri non solo il modello assistenziale ospedaliero ma il nuovo modello delle cure domiciliari
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