L'editore
Laruffa, molto attento alla cultura e ai temi
della società calabrese, licenzia la storia della Reggina Calcio, un
almanacco completo di tutte le partite, formazioni e classifiche del più
importante club del capoluogo. Ne è autore Giusva Branca, un giovane
giornalista-scrittore, che da anni segue le vicende della compagine
amaranto, oltre ad occuparsi con occhio critico dei problemi della
comunità calabrese, attraverso vari mezzi di comunicazione: stampa,
televisione, quotidiani Web.
Il libro, ricco di informazioni e di immagini, continua in un'ideale
staffetta il lavoro di Saverio Pedullà e di Rocco Musolino. Si tratta di
un volume compilato con particolare cura del dettaglio, a testimoniare
della competenza e dell'attaccamento alla propria terra che anima parte
della nuova classe dirigente meridionale e che instilla in tutti noi
connazionali beneauguranti speranze per il futuro.
Perché la storia di una squadra di calcio come la Reggina, con
gloriosi trascorsi in tutte le categorie del calcio professionistico, va
al di là del dato puramente statistico e sportivo per legarsi di fatto
alla cultura di tutto un territorio. Non dimentichiamo che il calcio è
epica popolare, condivisione di eventi ed emozioni, bellezza di gesti ed
eleganza di movimenti, arte. È un grande spettacolo la cui produzione
necessita di spirito di iniziativa, capacità imprenditoriali, competenze
organizzative e risorse economiche. Attraverso le vicissitudini di una squadra
di calcio noi possiamo tentare di leggere in filigrana la storia sociale,
culturale ed economica di un'intera regione.
Ne discende che il libro di Giusva Branca non è un semplice e freddo
almanacco, ma anche in nuce un testo di sociologia, un saggio di
storia, senz'altro una sincera e autorevole dichiarazione d'amore per la propria
terra e per la propria città.
Per il lettore non calabrese il volume può costituire
un'occasione per respirare la temperie di una città forse prima
sconosciuta. Ma soprattutto, sfogliando il libro, guardando magari la foto
di un vecchio bomber o leggendo nei tabellini lo strano cognome di un dimenticato
difensore, il lettore può seguire il filo della memoria e delle libere
associazioni e abbandonarsi ai propri ricordi personali, perché poche altre
cose come il calcio possono piacevolmente reimmergerci nella magica
rievocazione del nostro passato.
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