La rianimazione
Gli organi vitali: cervello, rene polmone, cuore,
abbisognano, per svolgere le loro funzioni, di ossigeno. Una ridotta disponibilità di ossigeno
determina danno e morte cellulare. Un danno cerebrale
irreversibile può verificarsi se il trasporto di
ossigeno si riduce a valori molto bassi (come nello
shock gravissimo o nell'ipossiemia) o è del tutto
assente (arresto del circolo, cioè arresto cardiaco
= morte clinica) per periodi che superano pochi minuti. Il limite preciso di tempo resta ancora da
definire, ma è certo che la morte clinica in molti
casi è reversibile, se le moderne tecniche di
rianimazione vengono messe in opera immediatamente; e
che quindi è possibile evitare non solo la morte
dell'intero organismo (la morte biologica), la morte
cerebrale o la sopravvivenza in stato vegetativo
persistente, ma anche ridurre la gravità del danno
cerebrale e delle invalidità globali nei
sopravvissuti.
Molte sono le situazioni che comportano un ridotto apporto di
ossigeno agli organi vitali e al cervello in particolare:
l'ostruzione acuta delle vie aeree, l'ipoventilazione, l'apnea, la
fibrillazione ventricolare, le emorragie massive, gli incidenti non
traumatici (annegamento, avvelenamento, ecc.).
Nel 1961 Safar divise, a fini didattici, la rianimazione
cardiopolmonare e cerebrale (RCPC) in tre fasi:
- sostegno delle funzioni vitali
- ripristino delle funzioni vitali
- mantenimento delle funzioni vitali
e in nove passi , indicati dalle prime nove lettere
dell'alfabeto, da A a I. Cioè:
sostegno delle funzioni vitali:
- Apertura della bocca (Airway)
- Bocca-bocca (Breathe)
- Circolazione artificiale (Circulate)
ripristino delle funzioni vitali:
D. Dare farmaci e fluidi (Drugs and fluids)
E. Elettrocardiografia (ECG)
F. Fibrillazione ventricolare: trattamento (Fibrillation
treatment)
mantenimento delle funzioni vitali:
G. Giudizio prognostico (Gauging)
H. Homo sapiens (Human mentation)
I. Intensità delle cure (Intensive care)
Tutto il personale socio-sanitario, dai primi soccorritori fino
ai medici specializzati, deve essere preparato a eseguire il primo
soccorso e i passi A, B e C della RCP.
Il sostegno delle funzioni vitali (A-B-C) viene anche definito
RCP di base. Brevemente le manovre da compiere sono:
se il paziente è incosciente:
Airway (vie aeree):
- fletti la testa all'indietro, solleva il collo o sostieni il
mento.
Se non respira:
Breathe (respiro):
- insuffla i polmoni rapidamente 3-5 volte, bocca a bocca,. bocca a
naso, usando un apposito dispositivo oppure pallone tipo Ambu
e maschera
- mantieni la testa flessa all'indietro
- senti la situazione carotidea.
Se la pulsazione è presente, continua con 12 insufflazioni del
polmone al minuto.
Se la pulsazione è assente, non c'è nè respirazione, nè
gasping, C'È MORTE APPARENTE:
Circulate (circolazione):
- 1 operatore: alterna 2 rapide insufflazioni del polmone con 15
compressioni dello sterno. Comprimere 80 volte al minuto. Rapporto
compressione-rilasciamento 50/50.
- 2 operatori: interpongono un'insufflazione ogni 5 compressioni
sternali. Abbassano lo sterno di 4 o 5 cm.
Continuare la rianimazione fino a che non torna la pulsazione
spontanea.
Bibliografia:
Safar, P.;Bircher, N.G. Rianimazione cardiopolmonare e cerebrale,
Cortina, 1990
Novelli, G.; Tulli, G. Manuale di emergenza sanitaria, Nis, 1984
Menon, C. Rupolo, G. Pronto soccorso, Ambrosiana, 1995
AAVV. Soccorso in azione, McGraw-Hill, 1995
*Queste note hanno un semplice valore informativo, non
operativo.
Non ci si improvvisa soccorritori se non si padroneggiano bene le
tecniche, che si acquisiscono attraverso idonei corsi
teorico-pratici.
Inoltre le procedure operative sono sottoposte a continua revisione
da parte degli organismi accreditati, per cui bisogna fare
riferimento, nella pratica, alle procedure approvate più
aggiornate.