Marie De Hennezel, Prendersi cura degli altri. Pazienti, medici, infermieri e la sfida della malattia, Lindau, 2008
(titolo originale: Le souci de l'autre, Editions Laffont, 2004)

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copertinaIl disarmonico sviluppo scientifico e tecnologico della medicina contemporanea, la specializzazione esasperata con la sua parcellizzazione di interventi spesso non coordinati e l'aziendalizzazione della sanità, più attenta ai costi che alle reali esigenze delle persone, hanno contribuito a impoverire l'atto del curare dalle sue valenze relazionali. Ciò ha avuto un impatto negativo sulla salute dei cittadini, che risentono della disumanizzazione delle strutture sanitarie cui si rivolgono. Spesso nelle corsie degli ospedali e nelle strutture che ospitano gli anziani o i malati cronici, la persona sofferente sperimenta indifferenza, disprezzo, abbandono, violenze e maltrattamenti vari. La medicina eroica e vincente, che salva le vite, non ama misurarsi con la vulnerabilità e i limiti della condizione umana, rappresentati dalla sofferenza irriducibile, dalla vecchiaia e dalla morte.

Occorre ricostruire degli ambienti terapeutici orientati all'ascolto, all'informazione, al dialogo, alla compassione, alla solidarietà, all'accoglienza e alla carità. Spesso un sorriso, una parola gentile, una carezza, un gesto che manifesti sincero interesse giovano di più a molti malati che non il più sofisticato armamentario tecnologico. Non si tratta naturalmente di negare l'importanza della medicina scientifica e tecnologica, ma di accompagnarla con il necessario rispetto per la persona sofferente.

La disumanizzazione dell'assistenza sanitaria odierna si ripercuote sul grado di salute e di soddisfazione degli stessi operatori. Sempre più medici e infermieri cadono vittima del burn out; molti abbandono il proprio lavoro, pur avendo iniziato la propria attività con i più nobili propositi.

Occorre formare gli operatori sanitari a una soddisfacente comunicazione con i malati, onde evitare che questi ultimi sperimentino sentimenti di frustrazione, abbandono e umiliazione, ma occorre creare anche delle organizzazioni che dimostrino di prestare attenzione al benessere emotivo dei propri membri. Soltanto un'organizzazione che sappia trattare i propri componenti con umanità, che sia sensibile ai loro bisogni, saprà creare quel clima di attenzione necessario alla cura dei pazienti.

Le strutture sanitarie esistono per occuparsi della salute dei cittadini. Tuttavia nessun cittadino può esercitare la propria tirannia su chi si prende cura di lui. Una malintesa cultura dei diritti non può risolversi nella prepotenza dell'uno sull'altro. Occorre reciprocità nel rapporto tra curante e curato. Per operare un profondo cambiamento dello stato attuale delle cose, occorre una profonda riflessione etica, che deve coinvolgere non soltanto chi ha scelto come propria professione quella di curare, ma tutti i cittadini. Il cliente dei servizi sanitari non deve proiettare sui camici bianchi aspettative di onnipotenza. Medici e infermieri sono "esseri umani con la loro storia, sovente costellata di lutti e dolori, e le loro ferite segrete. Esseri umani vulnerabili come gli altri".

La psicologa Marie De Hennezel, già famosa per la pubblicazione del fortunato libro La morte amica, ci presenta queste sue convincenti riflessioni in un libro discorsivo, tutt'altro che difficile, corredato da molti esempi e testimonianze.

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Pagina aggiornata il 12.03.09
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