Davvero molto interessante questo libretto di
Prandstraller, sociologo fra i più eminenti nel
panorama accademico italiano.
Un tentativo, il suo, molto documentato, con ampi e
godibili riferimenti alla letteratura specialistica
anglosassone, di ridefinire il ruolo dell'infermiere
allo scopo di renderlo un autentico professionista della
salute, autonomo nelle sue decisioni.
Un cammino che può giungere a buon fine, soltanto se
gli infermieri continueranno a sviluppare e
perfezionare quel percorso teorico iniziato già con
la Nightingale. Solo rafforzando il proprio
patrimonio conoscitivo (oltre che curando i fattori
funzionali, associativi ed etici) si potrà, infatti,
dar forza e legittimità allo specifico
infermieristico e favorire il riconoscimento, non
solo giuridico, della professione infermieristica.
A pagina 18 si scrive:
"L'atteggiamento verso la conoscenza assume il
valore di una discriminante, esso implica che solo
una parte delle nurses è orientato all'azione
professionale, mentre altre parti, probabilmente più
numerose, si danno obiettivi che poco hanno a vedere
con un sapere specifico, e pertanto si pongono
sostanzialmente fuori dalla professionalizzazione".
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