James Hillman, Il piacere di pensare. Conversazione con Silvia Ronchey, Rizzoli, 2001

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copertinaL'intervista di Silvia Ronchey a James Hillman rappresenta un'utile introduzione alle idee dello psicologo e filosofo statunitense, che vede, come è noto, nella mitologia greca la mappa e la spiegazione del funzionamento del mondo e della nostra psiche.

I libri di Hillman, anche quelli in apparenza più semplici per il lettore, come può essere questo sotto forma di conversazione, sono fonte di riflessioni stimolanti e originali.

Per esempio, in questa intervista, lo psicoanalista di Atlantic City critica la nostra concezione dell'apprendimento scolastico, oggi inteso come intrattenimento, divertimento, semplificazione e ci richiama invece a un piacere del pensare e dell'apprendere incentrato sulla difficoltà, il rigore, il confronto diretto con il pensiero e gli scritti degli uomini più eminenti..

Vede la globalizzazione e il movimento "no global" scontrarsi sullo stesso ingannevole tema dell'economicismo. Dà una propria, inquietante interpretazione, in chiave psicologica, del terrorismo contemporaneo.

Chiamati a confrontarci con la sofferenza, invece di ammettere che il dolore fa parte integrante della nostra umana esistenza, noi occidentali, secondo Hillman, ci affanniamo a sfuggirlo attraverso l'Anestesia e la Distrazione.
La depressione, economica e psicologica, dominante attualmente nel mondo industrializzato, può essere letta come una reazione tutto sommato positiva al consumismo e allo stile di vita maniacale che conduciamo.

Pur senza farne oggetto di un culto fideistico, questo, come gli altri libri di Hillman, aiuta il lettore ad uscire dai rassicuranti, ma mortiferi conformismi contemporanei.

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Pagina aggiornata il 25.05.04
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