Gianmarco Perboni, Perle ai porci. Diario di un anno in cattedra. Da carogna, Rizzoli, 2009
N a r r a t i v a |
![]() Malgrado tutti i gadget tecnologici a loro disposizione, l'indigenza
culturale degli attuali ragazzi è disperante. I loro unici interessi
sono: "1. il cellulare 2. l'abbigliamento 3. il motorino 4. la
PlayStation (per le femmine sostituita dal pettegolezzo su Messenger)". Si capisce allora come il sentimento più diffuso tra gli insegnanti sia la paura e la malattia professionale più frequente l'esaurimento da stress, altrimenti definita con un elegante anglicismo "sindrome da burnout". L'unica via d'uscita, individuata dal professor Perboni è, bandito ogni inutile buonismo e pericolosa confidenza, "complicità e amicizia", farsi carico del proprio compito di educatore, entrando in classe con "la stessa circospezione del domatore che si avvicina alle sue fiere", facendo ricorso, con deliberato sadismo, ai cari, vecchi, ma efficaci metodi didattici della tradizione: l'umiliazione, la minaccia di un richiamo dal preside, il brutto voto, il rapporto disciplinare, la bocciatura, l'interrogazione a sorpresa, mentre "il dito scorre lentamente su e giù lungo l'elenco dei nomi sul registro". Un libro politicamente scorretto e divertente, una satira che ricorre all'esagerazione per mettere in rilievo i mali della scuola contemporanea. ordina
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Pagina aggiornata il 15.01.10 |