Patrick Wall, Perché proviamo dolore, Einaudi, 1999

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copertina"Il cervello confronta in continuazione tutte le informazioni disponibili nel mondo esterno con quelle provenienti dall'interno del corpo e con le proprie vicende personali e predisposizioni genetiche. Il risultato si esprime nella scelta di tattiche e strategie che potrebbero essere utili per reagire alla situazione. Usiamo il termine dolore per riassumere uno di questi importanti gruppi di tattiche e strategie di risposta. Il dolore non è "solo una sensazione" ma, come avviene per la fame e la sete, è la consapevolezza della necessità di un programma d'azione finalizzato a debellarlo".

Considerato un sintomo e non una malattia, il dolore viene spesso trascurato dal medico. Il trattamento viene delegato all'infermiere o al fisioterapista e capita spesso che brillanti studenti si laureino in medicina senza conoscere a fondo i meccanismi per cui una persona avverte dolore.

Eppure il dolore è la ragione principale che porta il paziente ad affrontare una visita medica, mentre l'etica inerente la medicina individua nel dolore e nel suo contenimento uno degli impegni più pressanti e qualificanti dell'immediato futuro.

Patrick Wall è uno dei massimi esperti mondiali sul tema. Egli ci guida, con stile nient'affatto accademico, bensì colloquiale e brillante, nei molti aspetti, biochimici, sociali, culturali e farmacologici collegati al dolore; ce ne indica cause, problemi e rimedi e ci aiuta a fornire quell'assistenza sanitaria che, nel cercare di lenire la sofferenza, si dimostri efficace, aggiornata, ma soprattutto, umana.

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