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Dorothea E. OREM
![]() Dorothea Orem nasce a Baltimora. Diventata infermiera perfeziona la
propria formazione a livello universitario e nel 1945 assume le
cariche di Direttrice della Scuola per Infermieri dell'Ospedale
Providence e Direttrice del servizio infermieristico dell'Ospedale di
Detroit. Opere Nursing: Concepts of Practice (1971) La teoria infermieristica della Orem ruota intorno a tre concetti basilari strettamente connessi tra loro:
Secondo la Orem quando possono le persone si assistono da sole (autoassistenza); quando non possono si rivolgono all'infermiere (deficit di autoassistenza). L'autoassistenza "è la pratica di attività che gli individui compiono per proprio conto al fine di conservare la vita, la salute e il benessere". La Orem riconosce tre categorie di fattori di autoassistenza: i fattori universali correlati allo svolgimento delle attività della vita quotidiana (respirazione, nutrizione, eliminazione, riposo, ecc.); i fattori evolutivi (es.: lutto, nuovo lavoro, invecchiamento, ecc.); i fattori di autoassistenza derivanti da problemi di salute come malattie, ferite, interventi medici ecc. Si ha deficit di autoassistenza quando una persona non è in grado di prendersi cura di sé totalmente o parzialmente. Allora entra in azione il nursing. L'attività dell'infermiere si esercita essenzialmente secondo tre modalità, chiamate dalla Orem sistemi infermieristici:
Il concetto di nursing elaborato dalla Orem è il seguente: "L'arte del nursing è praticata operando per la persona disabile aiutandola a operare da sola o aiutandola a imparare a fare da sola" (Orem, 1956) Ancora: "L'infermieristica si interessa in modo particolare del bisogno che l'individuo ha di svolgere attività di autoassistenza, la quale va potenziata e diretta continuamente al fine di conservare la vita e la salute, riprendersi da malattie o da lesioni e far fronte alle conseguenze di tali eventi" (Orem, 1971) Forse la teoria della Orem, elaborata in un contesto riabilitativo e applicata con successo nell'assistenza al paziente diabetico, psichiatrico, geriatrico, gastroenterico, in sanità pubblica e con i malati terminali, risulta presentare qualche limite nell'applicazione alla totalità dei pazienti acuti.
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Pagina aggiornata il 09.11.05 |