"Voi dite che non la comprendete. Cercate di
capirla chiamandola malattia. E' una delle molte
manifestazioni di malattia che la psicanalisi crede
di aver rivelato. Io non la chiamo malattia, e
giudico le pretese terapeutiche della psicanalisi
come un impotente errore. Tutte queste cosiddette
malattie, per quanto lamentevoli possano sembrare,
sono fatti di fede[...].
E c'è davvero qualcuno che crede che questo sia un
possibile oggetto di cura?"
F. Kafka
"A stretto rigore, il problema non è come
farsi curare, ma come vivere".
J. Conrad
Con il consueto stile brillante e la lucidità e
la ricchezza di idee cui ci ha abituati, Szasz
traccia in questo libro una storia della psichiatria
dinamica, in cui sottopone ad un severo quanto arguto
vaglio critico alcuni tra i più importanti
"maestri" (Mesmer, Heinroth, Erb,
Wagner-Jauregg, Freud, Jung, passando attraverso
Socrate, Aristotele, Cicerone, Janet, Couè, fino
agli artefici delle terapie di gruppo, della danza,
del paracadutismo, della vela, dell'urlo) e le loro
teorie sul funzionamento della psiche.
Documentatissime le pagine su Freud e memorabile
l'inclemente stroncatura.
La psicoterapia, secondo Szasz, è una pratica
assolutamente non scientifica, ma pseudoreligiosa.
Per giunta, in numerosi casi può risultare dannosa.
Il testo, mentre risulta ricco di riflessioni
originali e convincenti, è pure piacevolissimo da
leggersi.
Assolutamente da meditare The Myth of
Psycotherapy, perché oltre che costituire un
affascinante viaggio nella nostra civiltà e le sue
idee circa il concetto di "cura", cerca di
insegnarci un nuovo modo di essere liberi,
demistificando alcuni stereotipi dannosi.