Thomas S. Szasz, Il mito della malattia mentale, Il Saggiatore, 1974

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E' un classico della psichiatria, The Myth of Mental Illness, e contribuì non poco al clamoroso rinnovamento di questa disciplina, che si verificò negli anni Settanta. 

Secondo lo psichiatra e psicoanalista Szasz, non esistono, nelle cosiddette malattie mentali, alterazioni organiche permanenti del cervello. Il termine "malattia" è quindi soltanto una metafora e una mistificazione, per descrivere la sofferenza del tutto umana determinata da conflitti morali. 

Vivere è apprendere e ciascuno di noi deve diventare un essere umano competente. La psicoterapia proposta da Szasz non è altro che un processo educativo, nel corso del quale psichiatra e cliente stabiliscono gli obiettivi da raggiungere. 

Nella seconda parte del libro, dopo che nella prima ha criticato la psichiatria come branca della medicina, Szasz fornisce una spiegazione del comportamento umano ispirata alla teoria dei giochi. "La psichiatria consisterà appunto", secondo lo psichiatra e psicoanalista americano, "nel chiarire e "spiegare" i giochi che gli individui fanno tra loro, e come li hanno appresi, e perché amano farli".

Si possono non condividere le idee di Szasz, ma questo libro ci aiuta, ancor oggi, a comprendere meglio l'edificio della psichiatria moderna e anche un po' di noi stessi.

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Pagina aggiornata il 12.01.01
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