Mauro Miselli, Assistenza al paziente domiciliare, Il Pensiero Scientifico, 1995

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Come è noto, con la revisione del welfare state e la razionalizzazione delle risorse destinate alla salute, si è assistito ad una progressiva contrazione dei posti letto ospedalieri con la necessità di prestare assistenza al malato direttamente al domicilio. 

Oltre ad essere una soluzione, in casi mirati, più economica, rappresenta quasi sempre una soluzione più confortevole per il malato stesso, che evita, in questo modo, i disagi di ospedalizzazioni prolungate. 

L'infermiere viene chiamato quindi a fornire la propria prestazione professionale sempre più di frequente fuori dalle sicurezze, pur lavorativamente gravose, dell'ospedale. Questa nuova sfida, assistere il paziente al proprio domicilio, richiede qualità di autonomia e responsabilità, legate ad una conoscenza scientifica rigorosa e complessa. 

Questo libro viene in soccorso di quegli operatori che prestano il proprio difficile servizio a casa del paziente. Il testo, di quasi 300 pagine, fornisce in maniera chiara e dettagliata le informazioni scientifiche e tecniche necessarie. Sono 10 capitoli che si occupano di: enterostomie, trattamento dell'incontinenza urinaria, cinti per ernie addominali, calze a compressione graduale, ferite, integratori alimentari, ossigenoterapia, terapia inalatoria, nutrizione enterale e parenterale, dialisi domiciliare.

Scrive nella presentazione il prestigioso e competente Albano Del Favero:
"Pazienti incontinenti, colostomizzati, con piaghe da decubito o ulcere croniche, con insufficienza respiratoria o renale cronica; pazienti con necessità di medicazioni ripetute e di alimenti particolari, in dialisi o in ossigenoterapia continua(...). Purtroppo le risposte a questi problemi, che dovrebbero venire dall'assistenza domiciliare, sono spesso inadeguate in termini sia qualitativi che quantitativi. Ciò è probabilmente dovuto al fatto che la popolazione più direttamente coinvolta ha scarso "peso" contrattuale (...). Un'ulteriore importante causa di tale inadeguatezza è rappresentata dalla insufficiente formazione-informazione ricevuta dagli operatori su questi aspetti dell'assistenza (...). Il testo cerca di colmare alcune di queste lacune culturali, fornendo agli operatori interessati una guida pratica di comportamento di fronte alle evenienze considerate più comuni e rilevanti. Il contenuto e la semplicità del linguaggio usato sono tali da consentire anche ai "non addetti ai lavori" l'utilizzazione delle informazioni essenziali. Questo in un'ottica che tende a rendersi sempre più autonomo e in grado di autogestirsi il soggetto portatore di queste patologie. Autonomia e autogestione che per questi pazienti significano spesso recupero di una dignità, ritrovamento di una qualità di vita accettabile e minor ricorso alle strutture sanitarie.

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