Come è noto, con la revisione del welfare
state e la razionalizzazione delle risorse
destinate alla salute, si è assistito ad una
progressiva contrazione dei posti letto ospedalieri
con la necessità di prestare assistenza al malato
direttamente al domicilio.
Oltre ad essere una
soluzione, in casi mirati, più economica,
rappresenta quasi sempre una soluzione più
confortevole per il malato stesso, che evita, in
questo modo, i disagi di ospedalizzazioni prolungate.
L'infermiere viene chiamato quindi a fornire la
propria prestazione professionale sempre più di
frequente fuori dalle sicurezze, pur lavorativamente
gravose, dell'ospedale. Questa nuova sfida, assistere
il paziente al proprio domicilio, richiede qualità
di autonomia e responsabilità, legate ad una
conoscenza scientifica rigorosa e complessa.
Questo
libro viene in soccorso di quegli operatori che
prestano il proprio difficile servizio a casa del
paziente. Il testo, di quasi 300 pagine, fornisce in
maniera chiara e dettagliata le informazioni
scientifiche e tecniche necessarie. Sono 10 capitoli
che si occupano di: enterostomie, trattamento
dell'incontinenza urinaria, cinti per ernie
addominali, calze a compressione graduale, ferite,
integratori alimentari, ossigenoterapia, terapia
inalatoria, nutrizione enterale e parenterale,
dialisi domiciliare.
Scrive nella presentazione il prestigioso e
competente Albano Del Favero:
"Pazienti incontinenti, colostomizzati, con piaghe
da decubito o ulcere croniche, con insufficienza
respiratoria o renale cronica; pazienti con
necessità di medicazioni ripetute e di alimenti
particolari, in dialisi o in ossigenoterapia
continua(...). Purtroppo le risposte a questi
problemi, che dovrebbero venire dall'assistenza
domiciliare, sono spesso inadeguate in termini sia
qualitativi che quantitativi. Ciò è probabilmente
dovuto al fatto che la popolazione più direttamente
coinvolta ha scarso "peso" contrattuale
(...). Un'ulteriore importante causa di tale
inadeguatezza è rappresentata dalla insufficiente
formazione-informazione ricevuta dagli operatori su
questi aspetti dell'assistenza (...). Il testo cerca
di colmare alcune di queste lacune culturali,
fornendo agli operatori interessati una guida
pratica di comportamento di fronte alle evenienze
considerate più comuni e rilevanti. Il contenuto e
la semplicità del linguaggio usato sono tali da
consentire anche ai "non addetti ai lavori"
l'utilizzazione delle informazioni essenziali. Questo
in un'ottica che tende a rendersi sempre più
autonomo e in grado di autogestirsi il soggetto
portatore di queste patologie. Autonomia e
autogestione che per questi pazienti significano
spesso recupero di una dignità, ritrovamento di una
qualità di vita accettabile e minor ricorso alle
strutture sanitarie.