Se il sogno di molti è quello di lavorare per
Bill Gates, questo è il libro adatto per ricredersi.
Anche alla corte della Microsoft la vita è
durissima.
L'impressione che ho ricavato dalla
lettura di questo libro è di una narrazione che
avanzi in un clima di annoiata disperazione, di
piatto grigiore, concedendo all'autore che forse sono
proprio queste le tinte predominanti nella società
globalizzata, informatizzata, normalizzata.
Tranquillanti e desolata vita quotidiana.
Microservi mi sembra narrativa adatta per chi
ama la divulgazione romanzata. Scritto in un gergo a
volte fastidioso, ha il pregio di iniziare il lettore
non esperto, come sono io, ai misteri
dell'informatica.
Il motivo che spinge a leggere
libri come questo mi sembra però, soprattutto, la
curiosità per il modo di vita americano. La stessa
ragione per cui si leggono i libri di McInerney,
Ellis e Leavitt, autori peraltro di esordi non
disprezzabili.
Non mancano in Coupland elementi di
critica sociologica pertinenti (la concezione
totalizzante del lavoro, la competitività
asfissiante, la mortificazione della vita affettiva,
il vuoto contenutistico della comunicazione
virtuale).
Trovo, tuttavia, che Microservi
assomigli troppo ad un instant-book, con i
limiti che questo comporta. Questa storia di nerd
e di geek è destinata ad invecchiare
precocemente, man mano che le tecnologie di cui parla
diventeranno obsolete. Tra 10 o 20 anni Microservi
sarà ricordato soltanto da una minoranza di eruditi.
E tra cento, qualcuno se ne ricorderà ancora?
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