È stato il caso editoriale
dell'anno. Autentica testimonianza sociologica o abile operazione
commerciale? Ci sono nel libro alcune esagerazioni che non convincono il
lettore;
insomma non si crede con facilità che una ragazzina di quindici-sedici
anni, tanti ne ha la protagonista, possa aver accumulato così numerose
e variegate esperienze sessuali, abbastanza fuori dal comune anche per
un soggetto adulto. Insospettisce poi il fatto che Melissa sembri
incarnare quel mito dell'adolescente, così come lo vedono, con un misto
di attrazione e di paura, i grandi: una mina vagante, un pericoloso
concentrato di sesso e di energia, capace di scardinare i valori, forse
troppo prudenti e puritani, della borghesia.
D'altronde si tratta di un romanzo, pur se in forma di diario, e alla
fiction quello di aderire a fatti realmente accaduti è l'ultimo
requisito che si chiede.
Che cosa contiene Cento colpi di spazzola? Molte descrizioni
esplicite di rapporti sessuali, molta pornografia, nel senso che il
libro si propone, a mio avviso, il neppure troppo velato proposito di
stimolare le reazioni sessuali del lettore. Anche in questo caso riesce
difficile immaginare che il libro sia stato scritto da una quindicenne,
e non da un adulto che conosce bene i gusti del grande pubblico.
Per il resto il libro è un po' Harmony e canzonette, un po'
fotoromanzo e romanzo di formazione, fitto di luoghi comuni e di
sentimentalismo dolciastro. Ma è anche un libro doloroso, che esprime
forse le contraddizioni delle ragazzine contemporanee, fra il desiderio
di autonomia e emancipazione e un mondo esterno, di cui a volte si
finisce con l'interiorizzare i valori, frustrante.
Il sesso descritto nel libro, è raramente gioioso e quasi sempre,
invece, insoddisfacente, meccanico, noioso. Gli uomini, nel senso di
individui di sesso maschile, sono dei mostri, guidati dall'egoismo,
dall'ipocrisia e dal
piacere.
La protagonista cerca di esprimere la difficoltà di diventare
grandi. La volontà di stupire e di scandalizzare diventano allora i
suoi strumenti privilegiati di autoaffermazione.
Il personaggio di Melissa è caratterizzato dal disorientamento etico,
ma anche da un'apertura mentale, un voler apprendere dalle proprie
esperienze, un ricercare un significato alla propria vita, svincolato
dai dettami della famiglia, della tradizione, della scuola. Un atteggiamento
sperimentale, il suo, un percorso esistenziale in cui si procede un po'
alla cieca, per tentativi ed errori, l'unica via percorribile in una
società ormai priva di riferimenti.
Come i lussuriosi dell'Inferno dantesco, anche qui la protagonista
attraversa giornate buie, disperate, non riscaldate né dall'amicizia,
né dall'amore.
Soltanto il finale comunica un barlume di speranza. Dopo le lunghe
peripezie sessuo-sentimentali, l'amore arriva, sbrodolando purtroppo in
un sentimentalismo svenevole e irreale.
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