Melissa P., Cento colpi di spazzola prima di andare a dormire, Fazi, 2003

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copertinaÈ stato il caso editoriale dell'anno. Autentica testimonianza sociologica o abile operazione commerciale? Ci sono nel libro alcune esagerazioni che non convincono il lettore; insomma non si crede con facilità che una ragazzina di quindici-sedici anni, tanti ne ha la protagonista, possa aver accumulato così numerose e variegate esperienze sessuali, abbastanza fuori dal comune anche per un soggetto adulto. Insospettisce poi il fatto che Melissa sembri incarnare quel mito dell'adolescente, così come lo vedono, con un misto di attrazione e di paura, i grandi: una mina vagante, un pericoloso concentrato di sesso e di energia, capace di scardinare i valori, forse troppo prudenti e puritani, della borghesia. 
D'altronde si tratta di un romanzo, pur se in forma di diario, e alla fiction quello di aderire a fatti realmente accaduti è l'ultimo requisito che si chiede.  

Che cosa contiene Cento colpi di spazzola? Molte descrizioni esplicite di rapporti sessuali, molta pornografia, nel senso che il libro si propone, a mio avviso, il neppure troppo velato proposito di stimolare le reazioni sessuali del lettore. Anche in questo caso riesce difficile immaginare che il libro sia stato scritto da una quindicenne, e non da un adulto che conosce bene i gusti del grande pubblico. 

Per il resto il libro è un po' Harmony e canzonette, un po' fotoromanzo e romanzo di formazione, fitto di luoghi comuni e di sentimentalismo dolciastro. Ma è anche un libro doloroso, che esprime forse le contraddizioni delle ragazzine contemporanee, fra il desiderio di autonomia e emancipazione e un mondo esterno, di cui a volte si finisce con l'interiorizzare i valori, frustrante.
Il sesso descritto nel libro, è raramente gioioso e quasi sempre, invece, insoddisfacente, meccanico, noioso. Gli uomini, nel senso di individui di sesso maschile, sono dei mostri, guidati dall'egoismo, dall'ipocrisia e dal piacere.

La protagonista cerca di esprimere la difficoltà di diventare grandi. La volontà di stupire e di scandalizzare diventano allora i suoi strumenti privilegiati di autoaffermazione. 
Il personaggio di Melissa è caratterizzato dal disorientamento etico, ma anche da un'apertura mentale, un voler apprendere dalle proprie esperienze, un ricercare un significato alla propria vita, svincolato dai dettami della famiglia, della tradizione, della scuola. Un atteggiamento sperimentale, il suo, un percorso esistenziale in cui si procede un po' alla cieca, per tentativi ed errori, l'unica via percorribile in una società ormai priva di riferimenti.

Come i lussuriosi dell'Inferno dantesco, anche qui la protagonista attraversa giornate buie, disperate, non riscaldate né dall'amicizia, né dall'amore.
Soltanto il finale comunica un barlume di speranza. Dopo le lunghe peripezie sessuo-sentimentali, l'amore arriva, sbrodolando purtroppo in un sentimentalismo svenevole e irreale.

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Pagina aggiornata il 06.03.04
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