Paolo Meazzini, Aldo Galeazzi, Paure e fobie, Giunti Barbera, 1978

P
s
i
c
o
l
o
g
i
a

Analisi, teoria e trattamento terapeutico è il sottotitolo di questo importante libretto (5 capitoli; 181 pagine) che sulla classica copertina gialla dell'editore Giunti porta la bella riproduzione dell'inquietante "Il grido" del pittore espressionista norvegese Edvard Munch.

Meazzini e Galeazzi, docenti di Psicologia all'Università di Padova, appartengono alla cosiddetta scuola del comportamentismo, quella, per intenderci, che spiega il comportamento umano in termini di stimolo, risposta, rinforzo e che fa capo, principalmente, all'americano Skinner (Naturalmente sto semplificando al massimo!).
Negli anni il comportamentismo, pur senza rinunciare al paradigma scientifico, è venuto a perdere alcune sue rigidità, tendendo ad una conciliazione con le teorie e i metodi della psicologia dinamica. E questo libro ne è una dimostrazione

Le paure e le fobie, malgrado qualcuno, equivocando, le confonda con la follia, fanno parte invece del panorama della normale e più o meno infelice quotidianità di molti di noi (probabilmente di tutti). Addirittura i soggetti fobici si possono considerare individui iper-razionali con uno spiccato bisogno di esercitare un ferreo controllo sulla propria esistenza.

Esistono poche emozioni diffuse quanto la paura, scrivono gli autori. Anzi la paura è un'emozione adattiva, in quanto ci rende più attenti ai pericoli.
La paura sfuma in fobia quando:
1. è sproporzionata alla situazione;
2. non può essere controllata mediante un'analisi razionale;
3. si pone al di là del controllo volontario;
4. produce l'evitamento della situazione temuta.

Il capitolo 2 del libro classifica appunto le fobie, ripartendole in 2 gruppi fondamentali: le fobie per situazioni esterne all'organismo (fobie per gli animali, agorafobia, fobie sociali, ecc.) e le fobie nei confronti degli stimoli interni all'organismo (fobie per le malattie).
Dal capitolo 3 al capitolo 5 si entra nel vivo della trattazione, affrontando la terapia delle fobie.

Si descrivono varie tecniche terapeutiche, fra le quali le più importanti sono: la desensibilizzazione sistematica, il flooding, l'addestramento assertivo, .
Mi sembra che il comune denominatore dei vari metodi terapeutici sia impedire l'evitamento della situazione ansiogena, perché è proprio la strategia di evitamento messa in atto dal soggetto a stabilizzare e, talvolta, a peggiorare, il sintomo. Si tratta, allora, di sottoporre il paziente alle situazioni temute, in modo più o meno graduale, dimostrandogli che può vincere ed estinguere l'ansia.
Nella desensibilizzazione sistematica alla persona fobica verrà insegnato a controllare l'ansia mediante tecniche di rilassamento, che le consentiranno di affrontare stimoli ansiogeni via via più intensi.
Nel flooding ("alluvione") il soggetto verrà esposto alle situazioni temute in modo protratto contando sul fatto che l'ansia tende naturalmente a ridursi.
L'addestramento assertivo, particolarmente efficace nelle fobie sociali mira ad insegnare all'individuo sofferente una serie di abilità (social skills) che gli consentiranno di interagire con gli altri in maniera più soddisfacente.

L'utilità per l'infermiere di un testo come questo consiste, secondo me, nella possibilità di riconoscere, comprendere e aiutare con maggiore efficacia quei pazienti che, sottoposti magari allo stress di un ricovero o di un intervento chirurgico, manifestino comportamenti a prima vista incomprensibili e irrazionali, spesso perniciosamente bollati come folli.

I libri di Paolo Meazzini

| home |

| nursing |

| indietro |

 

Pagina aggiornata il 22.10.01
Copyright 2000-2007 Valentino Sossella