Analisi, teoria e trattamento terapeutico
è il sottotitolo di questo importante libretto (5
capitoli; 181 pagine) che sulla classica copertina
gialla dell'editore Giunti porta la bella
riproduzione dell'inquietante "Il grido"
del pittore espressionista norvegese Edvard Munch.
Meazzini e Galeazzi, docenti di Psicologia
all'Università di Padova, appartengono alla
cosiddetta scuola del comportamentismo, quella, per
intenderci, che spiega il comportamento umano in
termini di stimolo, risposta, rinforzo
e che fa capo, principalmente, all'americano Skinner
(Naturalmente sto semplificando al massimo!).
Negli anni il comportamentismo, pur senza rinunciare
al paradigma scientifico, è venuto a perdere alcune
sue rigidità, tendendo ad una conciliazione con le
teorie e i metodi della psicologia dinamica. E questo
libro ne è una dimostrazione
Le paure e le fobie, malgrado qualcuno,
equivocando, le confonda con la follia, fanno parte
invece del panorama della normale e più o meno infelice
quotidianità di molti di noi (probabilmente di
tutti). Addirittura i soggetti fobici si possono
considerare individui iper-razionali con uno spiccato
bisogno di esercitare un ferreo controllo sulla
propria esistenza.
Esistono poche emozioni diffuse quanto la
paura, scrivono gli autori. Anzi la paura è
un'emozione adattiva, in quanto ci rende più attenti
ai pericoli.
La paura sfuma in fobia quando:
1. è sproporzionata alla situazione;
2. non può essere controllata mediante un'analisi
razionale;
3. si pone al di là del controllo volontario;
4. produce l'evitamento della situazione
temuta.
Il capitolo 2 del libro classifica appunto le
fobie, ripartendole in 2 gruppi fondamentali: le
fobie per situazioni esterne all'organismo
(fobie per gli animali, agorafobia, fobie sociali,
ecc.) e le fobie nei confronti degli stimoli
interni all'organismo (fobie per le malattie).
Dal capitolo 3 al capitolo 5 si entra nel vivo della
trattazione, affrontando la terapia delle fobie.
Si descrivono varie tecniche terapeutiche, fra le
quali le più importanti sono: la desensibilizzazione
sistematica, il flooding, l'addestramento
assertivo, .
Mi sembra che il comune denominatore dei vari metodi
terapeutici sia impedire l'evitamento della
situazione ansiogena, perché è proprio la strategia
di evitamento messa in atto dal soggetto a
stabilizzare e, talvolta, a peggiorare, il sintomo.
Si tratta, allora, di sottoporre il paziente alle
situazioni temute, in modo più o meno graduale,
dimostrandogli che può vincere ed estinguere
l'ansia.
Nella desensibilizzazione sistematica alla
persona fobica verrà insegnato a controllare l'ansia
mediante tecniche di rilassamento, che le
consentiranno di affrontare stimoli ansiogeni via via
più intensi.
Nel flooding ("alluvione") il
soggetto verrà esposto alle situazioni temute in
modo protratto contando sul fatto che l'ansia tende
naturalmente a ridursi.
L'addestramento assertivo, particolarmente
efficace nelle fobie sociali mira ad insegnare all'individuo
sofferente una serie di abilità (social skills)
che gli consentiranno di interagire con gli altri in
maniera più soddisfacente.
L'utilità per l'infermiere di un testo come
questo consiste, secondo me, nella possibilità di
riconoscere, comprendere e aiutare con maggiore
efficacia quei pazienti che, sottoposti magari allo stress
di un ricovero o di un intervento chirurgico,
manifestino comportamenti a prima vista
incomprensibili e irrazionali, spesso perniciosamente
bollati come folli.
I
libri di Paolo Meazzini