Koller,
morso un giorno dal cane di Weller, un industriale del vetro, ha perso una gamba. La sua
condizione di storpio gli dà diritto a un indennizzo e a una pensione che
lo affrancano dalla necessità di guadagnarsi da
vivere lavorando. Può dedicarsi così totalmente ai propri studi di
fisiognomica. Sta infatti preparando un lavoro scientifico molto
importante e approfondito su se stesso e sui quattro amici che egli
incontra nella CVP (Cucina Pubblica Viennese) della Döblinger Haupstrasse, dove si mangia a poco prezzo, i mangia a poco
appunto.
Si tratta dei signori Einzig, Goldschmidt, Grill e Weninger. Di ciascuno egli riesce a delineare in modo articolato la
personalità, che definisce esemplare, parlandone all'impiegato di
banca che funge da voce
narrante.
Ancora una volta protagonista del romanzo di Bernhard è un intellettuale
eccentrico, privo di titoli accademici, fuori dal giro delle conventicole
del sapere. Un isolato che si concentra sullo studio del mondo senza
pregiudizi ideologici o professionali, facendo leva sull'amore di verità
e sulla determinazione di pensare in modo profondo e originale.
Ne esce una critica radicale della società austriaca, caratterizzata
da "decrepitezza e ottusità e ridicolaggine", delle
istituzioni, dell'università e del conformismo imperante. La scrittura,
come al solito nervosa, sferzante e carica di umori saturnini, è godibile
e cattura irresistibilmente l'attenzione del lettore.
Considero Bernhard uno dei migliori scrittori del Novecento.
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