Giuseppe Berto, Il male oscuro, Rizzoli, 1998

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Letto circa 25 anni fa, ma pubblicato per la prima volta nel 1964, il libro mi lasciò con impressioni ambivalenti, non del tutto positive.

E' il reperto anamnestico e autobiografico di una nevrosi devastante, di sintomi, malattie fisiche, impedimenti che finiscono per limitare fortemente lo spazio vitale del protagonista e che soltanto un prolungato trattamento psicoanalitico risolverà completamente, restituendo il paziente ad un'esistenza piena.

Il romanzo di Berto è stato per molto tempo una delle poche opere narrative nazionali che si sia aperta alla psicoanalisi, che ne abbia registrato la comparsa fra le grandi novità quotidiane della vita italiana.

L'atteggiamento dell'autore veneto, lungi dall'essere argomentatamente critico, è di un'ironia e uno scetticismo persino eccessivamente garbati e, in fondo, ammirati.

La psicoanalisi e la sua originale interpretazione del mondo finiscono per prevalere e diventare il vero tema del libro, il rimedio contro gli schiaccianti sensi di colpa che ancora opprimono l'italiano in pieno boom economico.

C'è anche questo, d'importante, nel libro: il ritratto di un'Italia che sta mutando costumi, abitudini, idee, consumi.

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*Ispirato al romanzo di Berto l'omonimo film , per la regia di Mario Monicelli (VHS, 2000)

I libri di Giuseppe Berto

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Pagina aggiornata il 01.03.01
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