Siamo negli anni Venti. Il
dottor Carlo Rambelli, ispettore ministeriale della
Sanità, viene inviato nel ravennate per indagare su
una presunta epidemia di malaria.Giunto nella natia Romagna, Rambelli si trova alle prese con esistenze
elementari in paesi spettrali e con le strane morti
di due medici: il medico provinciale e quello
condotto.
Il romanzo, iniziato con una narrazione compassata
ed elegiaca, comincia a tingersi di suspense
e di giallo. Alla fine assumerà i colori decisi
dell'incubo splatter.
Un romanzo ben costruito, questo di Baldini, una
narrazione "visiva", cinematografica.
Suggestiva, in particolare, la descrizione
dell'orizzontale paesaggio ravennate, con la pianura
dai vasti spazi, il silenzio, la nebbia.
Vividi i personaggi: oltre al dottor Rambelli, un gentleman
prestato alla medicina, Elsa, la popolana carica di
sensualità e fascino selvaggio, di cui il
protagonista si innamora, mettendo in discussione il
proprio rapporto coniugale; Bellenghi, il federale
ignorante, prepotente e violento, simbolo del potere
locale e del fascismo muscolare e squadrista;
Giuseppe, un bimbo sensibile, solitario e
intelligente, in grado di vedere i morti.
La malaria, il fascismo, la medicina sono i temi
affrontati dall'autore nel libro, ma anche la
commistione esplosiva che può derivare dall'unione
della corruzione con una mentalità primitiva,
arretrata, superstiziosa, estranea al razionalismo
scientifico della medicina e alle regole codificate
del vivere civile.
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