Giuseppe Luzi, Il paziente sieropositivo per HIV-1 AIDS e sindromi correlate, Uses, 1991

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Un testo indirizzato a quanti si occupano dell'assistenza dei pazienti con AIDS (Acquired Immuno-Deficiency Syndrome), scritto da un medico ricercatore dell'Università "La Sapienza" di Roma.

La trattazione, contenuta nell'estensione, si snoda per 22 capitoli brevi più 33 schede e un dizionarietto.
In tutto 138 pagine.

Lo stile adottato dall'autore è esemplare, coniugando precisione scientifica e nitidezza di esposizione.

Aprono il volume alcuni capitoli introduttivi sugli aspetti microbiologici e immunologici riguardanti la malattia; si passa, poi, alla descrizione dei segni e sintomi, la cui complessità richiede una solida preparazione diagnostica per la corretta classificazione degli stadi clinici.

Dopo alcuni cenni di terapia, i capitoli 15, 16 e 17 si occupano della formazione e dell'intervento infermieristico, sia in ospedale che a domicilio, con indicazioni pratiche per far fronte ad alcuni frequenti problemi assistenziali: calo ponderale, alterazioni cutanee, febbre, dispnea e tosse, secchezza delle fauci, affaticamento, diarrea, emorragie, disturbi visivi, edemi cutanei.

L'adeguatezza dell'assistenza infermieristica risulta decisiva per fornire ai malati cure idonee e una migliore qualità di vita.

Importante è naturalmente l'aspetto relazionale dell'assistenza, su cui ci si sofferma, considerata la valenza fortemente simbolica della malattia, che coinvolge sfere particolarmente intime della vita affettiva individuale. E' richiesta una buona dose di coinvolgimento emotivo, purché non sia fine a se stesso, ma finalizzato ad erogare cure migliori.

Da ultimo si sottolineano le precauzioni che il personale d'assistenza è bene adotti (mantenere la propria cute integra, indossare guanti monouso, meglio se in lattice che in vinile, usare camici protettivi, mai reincappucciare gli aghi, occhiali, maschere e boccagli da impiegarsi solo in circostanze particolari, corretta disinfezione dell'ambiente ecc.), riportando in uno specifico paragrafo le raccomandazioni universali elaborate dal Ministero della Sanità, particolarmente severe e restrittive, cui si rimanda.

Grande importanza viene attribuita, nel fronteggiare l'epidemia da virus HIV-1, alla prevenzione, con l'identificazione dei comportamenti a rischio, e ad un'efficace azione di educazione sanitaria.

Per la delicatezza e la varietà di apparati colpiti, l'assistenza ai malati di AIDS punta giocoforza sul lavoro in equipe, all'interno della quale l'infermiere gioca un ruolo non secondario.

Giudizio positivo, dunque, sul libro, con la necessità, naturalmente, di aggiornare le parti che riguardano la terapia, in questo caso davvero in continua evoluzione.
Basti ricordare che dal 1996 si ricorre a una multiterapia, denominata Haart (Highly Active Anti-Retroviral Teraphy), che prevede l'associazione di due inibitori della transcriptasi inversa e di un inibitore della proteasi.

Queste recenti terapie, che possono prevedere l'uso di molecole di nuova sintesi, oltre che molto costose, obbligano il paziente ad uno stile di vita scandito dalla continua assunzione di farmaci. E non sono prive di effetti collaterali, ad es. la lipodistrofia, che espone la persona a rischi cardiovascolari.

Tuttavia, come scrive V. Agnoletto (L'AIDS oggi in "La società dell'AIDS", Baldini&Castoldi, 2000) il cocktail terapeutico contenente tre o più farmaci, tra cui un inibitore della proteasi, garantisce, nei Paesi dell'emisfero nord-occidentale del mondo, la diminuzione della mortalità per AIDS e l'aumento della sopravvivenza.
(...) La sfida per i prossimi anni sarà la trasformazione dell'infezione da HIV e della sua terapia in una sindrome con la quale è possibile convivere grazie a farmaci tollerabili, facili da assumere e fortemente efficaci.

All'orizzonte dei ricercatori c'è sempre, inoltre, la speranza di poter costruire, un giorno, un vaccino efficace.

* Notizie aggiornate sull'AIDS possono essere ricavate dal sito LILA (Lega Italiana per la Lotta contro l'AIDS)

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Pagina aggiornata il 26.08.01
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