Susanna Tamaro, Luisito. Una storia d'amore, Rizzoli, 2008
N a r r a t i v a |
![]() Ex maestra elementare, allontanata dalla scuola per il suo contegno fiero e dignitoso, sposata a Giancarlo, un rappresentante di stuzzicadenti di Mestre che, dopo averla corteggiata con delle poesie copiate da un dozzinale manualetto di seduzione, si rivelerà un marito rozzo, noioso e insensibile, strumentalizzata dai figli e dalla nuora, mossi soltanto dal loro egoismo e dall'indifferenza, ignorata dai nipotini "distratti, ingordi, incapaci di qualsiasi passione che non fosse per quelle scatolette luminose che tenevano perennemente in mano", angariata dal rigido e paranoico vicino di casa, un ufficiale in pensione, ad Anselma non rimane altro a riscaldarle i giorni che il ricordo dell'amica Luisita, con la quale aveva raggiunto nell'adolescenza, quando ancora intravedeva "l'aprirsi di tutte le possibilità della vita", una delicata comunione spirituale. La vita, con la sua grigia routine quotidiana, le aveva poi allontanate e Luisita era morta ancora in giovane età, stroncata dalla leucemia. Intanto, Luisito si rivela essere una femmina e cova, sul divano del salotto di Anselma, un uovo. L'idillio tra l'anziana signora e il pappagallo viene però interrotto bruscamente dalle forze dell'ordine che, chiamate dal vicino di casa, una mattina sequestrano il pappagallo brasiliano privo di passaporto e lo relegano in un tetro ostello per animali, dove in breve tempo Luisito, privata delle amorevoli cure dell'anziana signora, sembra lasciarsi morire. Anselma fa un ultimo tentativo: prende il treno e la va a trovare. Straziata nel veder la bestia malridotta e ormai priva di piume, decide, oppressa dalla rabbia e dal dolore, di tornare a casa. Con amarezza scopre che "per il mondo dei grandi la legge è più importante dell'amore". Ma il finale del romanzo, complice un magico incontro con una bambina sconosciuta, riserva alla donna, sull'orlo del suicidio, una piacevole sorpresa: il pappagallo vola di nuovo da lei. Scritto con uno stile semplice e forse attraversato da qualche luogo comune di troppo, il commovente e breve romanzo della Tamaro, simile a un apologo o a una fiaba, racconta con garbo ed efficacia la crisi e i problemi della nostra epoca, dove l'attenzione spasmodica ed arrogante di ciascuno alle proprie esigenze erode progressivamente i sentimenti e la solidarietà.
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Pagina aggiornata il 13.01.10 |