Luis Lourenço, Mourinho. La biografia ufficiale dello Special One, Mondadori, 2008

 S
p
o
r
t
copertina libroIndubbiamente, nella stagione 2008/2009, il personaggio calcistico maggiormente sotto i riflettori, il più famoso e acclamato sulla ribalta del campionato italiano di serie A, è stato Josè Mourinho.
Lo Special One era atteso al varco. Tutti volevamo conoscerlo meglio. Soprattutto tutti volevamo vedere se sapeva essere un vincente anche in Italia.
E Mourinho, di essere un vincente, lo ha dimostrato subito, aggiudicandosi al primo tentativo con la sua Inter la Supercoppa italiana e lo scudetto. 
È vero, non ha vinto la Champions League, il trofeo tanto ambito dal presidente Moratti e dai tifosi interisti, ma per la "coppa dalle grandi orecchie" si concede a tutti una seconda possibilità.

Come personaggio, si è dimostrato diverso da tutti gli altri, molto polemico e insofferente  verso le banalità del giornalismo sportivo italiano. Con molta intelligenza e furbizia ha saputo calamitare verso se stesso l'interesse mediatico, in modo da salvaguardare la concentrazione agonistica della sua squadra. E i risultati gli hanno dato ampiamente ragione, premiando la sua strategia comunicativa.

Il personaggio è interessante sotto tutti i punti di vista e per capirlo e conoscerlo meglio la sua biografia ufficiale costituisce uno strumento forse insostituibile.
Il libro Mourinho. La biografia ufficiale dello Special One, scritto da Luis Lourenço, con un aggiornamento molto ben curato di Fabio Licari, giornalista della Gazzetta dello Sport, ma anche con molti pezzi di pugno dello stesso allenatore portoghese, racconta la cavalcata dello Special One dagli esordi come vice allenatore di Porto e Barcellona, fino alla conquista delle Champions League col Porto. Trofeo vinto contro ogni pronostico,  giocando un ottimo calcio ed eliminando grandi squadre abituate a dominare in Europa.

La personalità che emerge dalle pagine del libro è quella di un uomo intelligente, ambizioso, consapevole che gli obiettivi e le vittorie si raggiungono solo con la dedizione e la cultura del lavoro, senza però trascurare il privato, in primo luogo l'affetto per la famiglia, che riveste per lui un'importanza fondamentale.

La sua dedizione verso il calcio e la scarsa disponibilità verso i giornalisti hanno contribuito a che l'uomo sia etichettato come presuntuoso e antipatico, ma leggendo la sua storia si può vedere quanto, al contrario, José Mourinho sia una persona umile e disponibile. 
Lo dimostra il suo comportamento quando, come vice di Bobby Robson e Luis van Gaal, due mostri sacri del calcio, egli si fa allievo per carpirne i segreti, per trarre dai maestri le lezioni migliori. 
Il tecnico portoghese scrive sempre, annota ossessivamente tutto sia in partita che in allenamento, e archivia ogni osservazione, rendendo il suo database sempre più esteso.

Il libro inizia raccontando il viaggio da Barcellona a Setubal, quando nel 2000 decide di non fare più il secondo, ma di iniziare la carriera di allenatore vero.
E vuole farlo in Portogallo, nella sua terra.
Parte alla grande nel 2000 chiamato dal Benfica, squadra gloriosa con cui fa subito bene. Purtroppo è costretto ad abbandonare presto, a causa di divergenze con la società. La voglia di allenare tuttavia è forte. Mourinho non si dà per vinto e nella stagione successiva riparte dal basso, allenando la Uniao Leiria. È il suo trampolino di lancio verso il Porto.

Prende in mano la squadra della capitale portoghese nel 2002 e la costruisce e amalgama a suo piacimento, con pochi giocatori famosi e tanti calciatori affamati di vittorie, disposti a lavorare duro con lui e a seguirlo in tutto.
Leggere di questa trionfale cavalcata, che porterà a due scudetti, una coppa nazionale, una Coppa Uefa e una Champions League, è veramente entusiasmante.

Allenamenti, tattiche, calciatori, partite, avversari, ambizioni e vittorie:  in questo libro troverete il Mourinho-pensiero su tutti questi argomenti e una bellissima e napoleonica frase detta dallo Special One ai giocatori del suo Porto, prima della conquista della Champions League:
"Non dimenticheremo mai questo giorno; le emozioni, le sensazioni, le immagini resteranno con noi per il resto della vita. Vivere con brutti ricordi è una tragedia; vivere con dei bei ricordi ci dà la forza per continuare la lotta. Siate voi stessi, non perdete l'identità come squadra, giocate come diavoli e vincete!" 

ordina

Pier Luigi Usai
(agosto 2009)

 | home |

| sport |