Erasmo da Rotterdam, Per una libera educazione, Rizzoli (BUR), 2004

P
e
d
a
g
o
g
i
a
copoertinaErasmo, grande umanista del Cinquecento, celebre per l'ironico e godibilissimo Elogio della follia (vedi) , viene sollecitato da Conrad Heresbach, precettore del principe Guglielmo di Cleves, a dedicare un'opera al suo discepolo. 
Ne nasce questo libretto, la cui stesura definitiva risale al 1529, che per sottigliezza d'indagine e per l'attualità dei principi esposti costituisce un testo di pedagogia di straordinario interesse anche per il lettore contemporaneo.

L'educazione allo studio, ancorché elementare, va iniziata in tenerissima età, quando la memoria è più robusta e l'apprendimento più rapido. È un errore, secondo Erasmo, lasciare passare inutilmente i primi tre o quattro anni di vita del fanciullo, senza impartirgli delle nozioni. Non a caso, sostiene l'umanista olandese, i grandi ingegni sono quasi sempre il prodotto di maestri eminenti e di un'educazione precoce

I genitori devono molto ai figli, che contribuiscono alla loro immortalità; perciò devono aver cura della loro educazione.
L'intelletto, poi, è la qualità che avvicina l'uomo a Dio e per questo motivo ragione e intelligenza vanno coltivate sin dai primi anni.
Un'eccellente educazione tiene alla larga la distruttività delle passioni: l'ambizione, la cupidigia, l'ira, l'invidia, l'amore per il lusso e la lussuria. Soprattutto vince l'ignoranza e la malvagità, le vere cause della morte dell'anima.

La sapienza priva di morale non vale granché. Anche dal punto di vista pratico, insegna più in un anno lo studio dell'etica che in trenta l'esperienza diretta del mondo.
Man mano che crescerà, il bambino dovrà progressivamente imparare ad amare i genitori, rispettare gli anziani, emendarsi dai capricci e dalla petulanza.

Importante sarà procurarsi un eccellente precettore, che saprà rendere l'apprendimento giocoso, graduale e confacente alle naturali inclinazioni del bambino.
Soprattutto chi si occupa di insegnare al bambino dovrà ricorrere alla dolcezza e non alla ferocia. Alla larga i maestri prepotenti, burberi, incapaci di far amare lo studio ai propri allievi.
Soltanto i tiranni terrorizzano i cittadini, mentre mantenere l'ordine con la benevolenza, la moderazione e la prudenza è opera divina.

I curatori e i prefatori dell'opera hanno cercato di storicizzare le tesi sostenute da Erasmo in questo delizioso libretto, inquadrandole nella polemica contro la scuola della violenza, contro quella pedagogia dell'umiliazione e della penitenza che aveva caratterizzato tutto il Medioevo fino ad arrivare al primo Rinascimento.

Il delineare i giusti contorni storici finisce tuttavia, a mio avviso, per sterilizzare in un certo qual senso le idee di Erasmo, mentre il lettore comune non ha difficoltà a riconoscere nella sua descrizione della scuola del tempo, fatte salve alcune manifestazioni estreme, molti tratti purtroppo ancora inquietanti della scuola di oggi.

ordina

I libri di Erasmo da Rotterdam

| home |

| recensioni |


Pagina aggiornata il 23.08.04
Copyright 2000-2006 Valentino Sossella