PICCOLO DIZIONARIO INFERMIERISTICO ONLINE - S
SCHIZOFRENIA. Il DSM IIIR
definisce la schizofrenia come una malattia della durata di almeno 6
mesi, con un esordio nell'adolescenza o nella prima età adulta,
caratterizzata da deliri, allucinazioni, disturbi del pensiero e della
comunicazione verbale, che portano a un deterioramento della funzione
mentale. I pazienti schizofrenici hanno un tasso di mortalità 4,5 volte
più elevato della popolazione generale, principalmente a causa dei
frequenti suicidi. Una rivoluzione nella terapia farmacologica è
rappresentato dall'introduzione dei farmaci antipsicotici, il primo dei
quali fu l'aloperidolo. Farmaci più recenti e spesso efficaci (risperidone,
sulpiride, clozapina) non vengono prescritti, specialmente in Europa, a
causa degli elevati costi economici, provocando, d'altra parte, più
numerosi e onerosi ricoveri ospedalieri.
SCLEROSI MULTIPLA. Costituisce la causa più frequente di invalidità di origine neurologica nella fascia di età che va dai 20 ai 50 anni. È una patologia che riduce la qualità della vita dei soggetti colpiti. Nei pazienti idonei la terapia con beta interferone risulta la più efficace. Di costo elevato, la terapia migliora significativamente la qualità di vita dei pazienti. SCOMPENSO CARDIACO. Rappresenta la seconda causa di ricovero
in Italia. Si tratta di una patologia cronica che colpisce un milione di
persone e che determina centomila morti l'anno e 500 ricoveri al giorno.
Secondo le associazioni nazionali di medici cardiologi la cura dei
malati colpiti da questa patologia richiede un approccio più moderno,
integrato e multidisciplinare, che veda un più stretto contatto fra
strutture ospedaliere e territoriali, fra specialisti e medici di
medicina generale. Senza trascurare l'importante ruolo dell'infermiere,
che interviene, unitamente agli altri professionisti, nel coinvolgimento
della persona ammalata e della sua famiglia nella autogestione della
malattia. L'infermiere svolgerà opera di educazione ed informazione
circa il livello di attività fisica consigliata, la dieta, la terapia
farmacologica, il controllo del peso, il comportamento da tenere in caso
di peggioramento dei sintomi. SHOCK CARDIOGENO. Lo shock cardiogeno è una grave complicanza dell'infarto, essendo responsabile della quasi totalità dei decessi. La causa principale dei casi di shock cardiogeno è imputabile alla disfunzione ventricolare sinistra dovuta a un danno necrotico e/o ischemico esteso e persistente. La terapia d'elezione è l'angioplastica, che però si rivela insufficiente in quei casi in cui le coronarie malate siano numerose o subentrino altre complicanze. In tal caso si ricorre alla cardiochirurgia (by-passa aorto-coronarico). Nelle situazione estrema si ricorre alla contropulsazione aortica e alla assistenza ventricolare, alla ventilazione meccanica e a una massiccia terapia farmacologica. Importante, affinché gli interventi terapeutici vadano a buon fine, una buona organizzazione dei servizi (118, Pronto Soccorso Emergenza alta specialità, unità operativa emodinamica interventistica, cardiochirurgia, unità coronarica, terapia intensiva cardiochirurgica). SIMULATORI. Uno dei metodi più moderni utilizzato nella formazione e nell'apprendimento in campo sanitario è rappresentato dai simulatori. Si tratta di manichini robotizzati che simulano molto fedelmente il funzionamento di un organismo umano. È perciò possibile per medici e infermieri, utilizzando tali supporti, migliorare le proprie performance individuali e di squadra nel prestare le migliori cure possibili alle persone. |
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