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RENALI, DISFUNZIONI. L'invecchiamento della popolazione aumenterà il numero di persone che avrà bisogno, negli anni a venire, di dialisi e di trapianto. Tra le novità terapeutiche, dagli anni Ottanta si è diffuso, per questi pazienti, l'impiego di Epo che, riducendo la necessità di ricorrere a frequenti trasfusioni, riduce nel medio-lungo periodo i costi legati al trattamento della malattia.
L'aumento dell'incidenza delle malattie renali impone nuovi problemi di economia sanitaria e richiede nuove strategie di intervento. L'insufficienza renale cronica, che nei gravi casi di uremia porta la persona ammalata a dover ricorrere alla dialisi, non è una malattia primaria del rene, ma origina da altre patologie come il diabete, l'ipertensione e le cardiopatie. Anche nelle sue forme lievi, l'insufficienza renale cronica aumenta il rischio di mortalità cardiovascolare. Una semplice ed efficace misura preventiva è costituita dall'esame delle urine, un mezzo economico e non invasivo che permetterebbe di individuare e trattare precocemente i potenziali malati.

RIABILITAZIONE. I grandi progressi della rianimazione e della terapia intensiva hanno tuttavia incrementato il numero di persone con disabilità. La riabilitazione è quel processo di soluzione dei problemi e di educazione o rieducazione con cui portare una persona disabile a raggiungere il miglior livello di vita possibile sul piano fisico, psichico, funzionale, sociale, emozionale. Fatta propria una concezione positiva della disabilità e della diversità, intese come normalità della condizione umana, il trattamento riabilitativo fa leva sulle potenzialità della persona disabile e della sua famiglia. Ogni persona diventa soggetto di un progetto e di un programma riabilitativo individuali, stilati in collaborazione col team riabilitativo (medico, terapista, infermiere, psicologo, logopedista, assistente sociale), nei quali vengono fissati gli obiettivi che il paziente e la sua famiglia intendono raggiungere. Il progetto riabilitativo prevede, se necessario, l'erogazione alla persona disabile di protesi, ortesi e ausili, necessari per raggiungere il più alto livello vitale di autonomia. Altro aspetto essenziale della riabilitazione è la verifica della qualità delle prestazioni erogate (Vrq). Particolarmente evoluta nei Paesi nel Nord America, la riabilitazione conta anche in Italia buone strutture, superiori sovente a quelle di Paesi europei più ricchi dal punto di vista economico. La carenza maggiore dei nostri servizi riabilitativi  è la quasi totale assenza del terapista occupazionale, spesso vicariato da altre figure professionali.
Link:
Società Italiana di Medicina Fisica e Riabilitazione (Simfer)

RIABILITAZIONE "SENZA" DOLORE. Riabilitare senza dolore e riabilitare "dal dolore" significa ridurre la sofferenza attraverso una presa in carico multidisciplinare che metta al centro del progetto riabilitativo la persona ammalata, coinvolgendo personale infermieristico, neurologi, ortopedici, terapisti del dolore, medici interni e oncologi, psicologi, psichiatri e assistenti sociali, per finire con le tipiche figure  della riabilitazione (R. Casale, 2005). L'attenzione al sintomo dolore cronico può essere attestata dall'inserimento di questo sintomo nei documenti presenti in cartella clinica e allegati alla Sdo (scheda di dimissione ospedaliera)

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