PICCOLO DIZIONARIO INFERMIERISTICO ONLINE - I

ICTUS (o STROKE). Nella prevenzione dell'ictus, in luogo della tromboendoarterectomia carotidea, spesso rischiosa anche se affidata a un chirurgo esperto, si va diffondendo l'impiego dell'angioplastica.
Nell'assistenza delle persone colpite da ictus prevale oggi il modello dell'unità dedicata, denominata stroke care. Tali unità operative sembrano assicurare consistenti benefici terapeutici rispetto ai convenzionali reparti di Neurologia, Geriatria e Medicina. I punti di forza della stroke care consistono in: precocità dell'intervento riabilitativo, protocolli per la prevenzione delle complicanze maggiori, approccio multidisciplinare, organizzazione di riunioni periodiche su ogni singolo caso, aggiornamento continuo e motivazione del personale, team infermieristico specificamente addestrato, presenza di apparecchiature come Ecg e Ecodoppler Tsa. Il nursing nell'ictus acuto verterà su: controllo dello stato neurologico e delle funzioni vitali, cateterizzazione vescicale soltanto se necessaria, prevenzione delle lesioni cutanee e dei blocchi articolari, alimentazione-idratazione adeguate anche nei disfagici, trattamento dell'iperpiressia, prevenzione e trattamento delle complicanze infettive, mobilizzazione precoce. La riabilitazione del paziente con ictus in fase acuta sarà mirata alla prevenzione delle complicanze da immobilità. La riabilitazione post- acuta sarà riservata a quei pazienti con disabilità medio-grave, suscettibili di miglioramento e non gestibili a domicilio. Consisterà nell'allestimento del progetto riabilitativo di cui è responsabile il fisiatra, condiviso dal paziente e/o dai familiari,  redatto e attuato dal team riabilitativo (medico, fisioterapista, terapista occupazionale, neuropsicologo, psicologo, infermiere ecc.). La riabilitazione estensiva riguarderà invece quei pazienti con disabilità medio-grave, non in grado di sottoporsi a un trattamento intensivo, a causa di patologie concomitanti e/o a compromissione delle funzioni cognitive e comportamentali. La riabilitazione estensiva si avvale di un adeguato supporto infermieristico.

IMMUNOLOGIA. L'importanza dell'immunologia è cresciuta vertiginosamente negli ultimi 50 anni. L'immunologia ha costituito una delle grandi rivoluzioni scientifiche della medicina del Novecento. Il sistema immune può essere considerato l'organo sentinella dell'organismo, capace di riconoscere ed eliminare le sostanze estranee. Le conoscenze accumulate dall'immunologia hanno permesso la prevenzione di molte malattie infettive, tramite le vaccinazioni, e i recenti successi nei trapianti d'organo. Inoltre, la produzione artificiale di anticorpi monoclonali, in grado di bloccare le citochine infiammatorie, ha migliorato la cura di malattie infiammatorie croniche debilitanti come l'artrite reumatoide. Sono due i tipi di patologia del sistema immune: un difetto di risposta e un suo eccesso. Esempio del primo tipo è il quadro clinico dell'Aids, mentre espressione del secondo tipo di patologia sono le allergie e le malattie autoimmuni, sotto forma di malattie croniche con elevata morbidità, che colpiscono soggetti giovani e la cui incidenza è in preoccupante aumento.
Link:
Società italiana di immunologia clinica e allergologia (Siica)  
Istituto auxologico italiano

INFERMIERE "SENIOR PROFESSIONAL". Impegnato prevalentemente nell'assistenza ai malati terminali, ha il compito di valutare i problemi e i bisogni della persona ammalata e della sua famiglia (a domicilio o nel luogo del ricovero prima della dimissione) e di predisporre il piano di assistenza individuale (Pai), individuando la tipologia assistenziale più adeguata ai bisogni del paziente per i diversi profili di cura e svolgendo il costante monitoraggio del piano di cura e dello stato di salute del paziente.

INFEZIONI OSPEDALIERE. Infezioni che colpiscono il malato imputabili alla sua degenza in ospedale. Si instaurano principalmente a carico delle ferite chirurgiche, dei polmoni, del sangue e dell'apparato urinario (le più frequenti). Oltre l'80% delle infezioni urinarie sono dovute alla messa a dimora del catetere vescicale. L'alta incidenza di infezioni ospedaliere è dovuta a: maggior numero di pazienti defedati, aumento dell'utilizzo di procedure invasive, spostamento dei pazienti, riduzione della durata delle degenze, scorretta tecnica di lavaggio delle mani, terapia antibiotica irrazionale. Il paziente chirurgico è il più suscettibile di sviluppare un'infezione ospedaliera, anche a causa della necessità di ricorrere a manovre invasive come la ventilazione meccanica, l'intubazione tracheale, il cateterismo venoso centrale. Tra i batteri sviluppatisi negli ospedali e maggiormente resistenti alle terapie va ricordato lo stafilococco aureo resistente (Mrsa). Alcune infezione ospedaliere si rivelano letali. Perciò è necessario, sia per le ricadute negative in termini di costi e di sofferenze per il malato, sia per prevenire possibili contenziosi, approntare tutta una serie di misure che contengano l'instaurarsi di infezioni nosocomiali: regole, monitoraggi, linee guida, protocolli e misure preventive.

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