Fėdor Dostoevskij, Le notti bianche, Bompiani, 1985

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Racconto sospeso tra sogno e realtą, che Dostoevskij definisce "romanzo sentimentale", Le notti bianche (titolo originale: Belye noci), pubblicato nel 1848, si apre con un giovane che cammina da giorni inquieto e angosciato per le strade di una Pietroburgo svuotata di gente in partenza per la villeggiatura, in una "notte meravigliosa", sotto un cielo "stellato" e "luminoso". Proprio quando un improvviso moto di gioia coglie il giovane, gli capita "la pił inattesa delle avventure": incontra una fanciulla in lacrime. Si tratta di Nąstenka. Anche la ragazza soffre la solitudine, la mancanza di affetti. Al mondo non ha che una nonna cieca che le impedisce di condurre la propria vita, non "la lascia andare in nessun posto"
I due, nel corso del racconto, si vedono sempre di notte, nelle suggestive bianche notti pietroburghesi.

Il giovane, che č anche il narratore della vicenda, si apre con la ragazza e si descrive come un sognatore, un isolato, inadatto ai contatti umani, alienato dagli altri:

"[...] solo, solo, del tutto solo[...], quanto a vedere gente, ne vedo, tuttavia sono solo".

La ragazza piange un suo amore che sembra ora disinteressarsi di lei, averla dimenticata, nonostante le promesse che le aveva fatto. 
Tra i due sventurati nasce una simpatia, sboccia il sentimento amoroso.

Purtroppo perņ, quando il fidanzato della ragazza ritorna, lei, pur costernata e disperata, lascia il povero sognatore di nuovo solo, a vedersela con l'inospitalitą del mondo.

Al di lą della delicata e struggente storia sentimentale narrata, di notevole nel libro c'č il ritratto psicologico del Sognatore, l'originale, ipersensibile e buffo protagonista, la cui nevrosi incarna, a mio avviso, la solitudine, il senso di estraneitą e l'angoscia dell'uomo nelle moderne metropoli, in cui la vita sociale č caratterizzata da rapporti superficiali, improntati alle categorie dell' utile e del pratico e dove la fantasia e il sogno sono espunti dalla prosaica realtą.

Attraverso il suo confuso e smarrito personaggio dai "deboli nervi" e dalla fantasia eccitata, Dostoevskij č abile nel descrivere con precisione sensazioni e stati d'animo che appartengono ormai al comune vissuto dell'uomo contemporaneo.

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Pagina aggiornata il 25.12.09
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