Piercamillo Davigo. La giubba del re. Intervista sulla corruzione (a cura di Davide Pinardi), Laterza, 2004

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copertinaUn libro davvero ben concepito, che non si sofferma sulle singole vicende di corruzione, compito cui provvedono già con zelo quotidiani e settimanali, annoiando talvolta il lettore, ma prende in esame le ragioni profonde della corruzione, ragioni storiche, culturali, economiche e sociali. 

Di Davigo colpiscono il lettore soprattutto la statura morale e la capacità, oggi particolarmente rara e invidiabile, di raggiungere il successo soltanto tramite una concezione rigorosa del proprio lavoro e delle proprie responsabilità, rispettando le regole del gioco. Il curatore, Davide Pinardi, non si limita a fare delle domande, ma integra con competenza la trattazione del tema in esame.

Davigo espone nel libro idee controcorrente, come quando sulla privacy afferma che il magistrato e il pubblico funzionario hanno il dovere di rendere conto delle loro frequentazioni e di loro eventuali arricchimenti sospetti. Insomma, chi ha potere ha qualche obbligo in più rispetto al normale cittadino e mi sembra difficile non assentire.

Il lettore un po' sprovveduto come me e a digiuno di questioni giuridiche ha poi modo, leggendo il libro, di formarsi un'idea precisa di come lavora la giustizia, di quale natura siano i problemi che ne intralciano l'efficienza, di come i capitali, frutto di illeciti, vengano esportati e riciclati nei cosiddetti paradisi fiscali, quasi tutti situati in amene località turistiche e, ad eccezione della Svizzera, sempre fuori dall'Europa Occidentale.

Una lettura utile ed edificante.

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Pagina aggiornata il 11.03.07
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