Jean WATSON
![]() Nasce nel 1940 in West Virginia. Consegue il diploma in Nursing nel 1994 presso l'Università del Colorado, dove ottiene anche il Dottorato di Ricerca nel 1973. È stata libera professionista, consulente clinica, ricercatrice, membro della facoltà e amministratrice di istituto. Destinataria di molti premi e onorificenze, autrice ampiamente apprezzata e pubblicata di testi riguardanti l'assistenza infermieristica, la Watson ha di recente creato il Watson Caring Science Institute. La sua attività scientifica verte principalmente sull'assistenza centrata sulla persona e sul problema psicologico della perdita. Opere I concetti teorici della Watson poggiano le proprie basi sulla cultura
umanistica e in particolare sulle opere degli psicologi Carl R. Rogers,
Erik Erikson e Abraham Maslow e del filosofo Martin Heidegger. Anzi la
Watson sottolinea la necessità degli infermieri di impadronirsi della
cultura umanistica per esercitare la loro attività in modo efficace,
creativo e professionale. La Watson critica la deriva tecnologica della medicina contemporanea, che vede l'infermiere rispondere più alle richieste delle macchine che ai bisogni dei pazienti. Incoraggia l'infermiere moderno ad andare, nella sua attività, oltre le certezze della medicina scientifica e di utilizzare concetti e tecniche anche della medicina complementare. La Watson propone sette presupposti della scienza infermieristica:
I dieci fattori caratteristici del nursing su cui fondare la scienza dell'assistenza sono:
Importanti, nella teoria olistica della Watson, sono le nozioni di empatia, ossia la capacità di sperimentare e quindi di capire, le percezioni e i sentimenti di un'altra persona e di comunicarli, di congruenza, la volontà cioè di essere reali, onesti, genuini ed autentici e infine, quella di calore non possessivo, un atteggiamento che si dimostra con un tono di voce moderato, una postura rilassata e aperta e con conseguenti ed adeguate espressioni del viso. Per i bisogni umani che il processo di assistenza si sforza di gratificare, la Watson si rifà alla gerarchia dei bisogni umani formulata da Maslow, proponendo tuttavia una propria personale classificazione:
Il concetto di salute della Watson è quello formulato dall'Oms di completo benessere fisico, psichico e sociale, cui la teorica americana aggiunge una particolare attenzione allo stile di vita, alle condizioni sociali e all'ambiente. Secondo la Watson è lo stesso individuo che dovrebbe definire il proprio stato di salute o di malattia. Il nursing, secondo la Watson, si radica nelle discipline umanistiche e nelle scienze naturali. Esso ha lo scopo di promuovere la salute, prevenire la malattia, curare i malati e rispristinare il benessere. Di più: il nursing si deve prefiggere di aiutare le persone a raggiungere un elevato livello di armonia con se stesse, promuovendo l'autoconoscenza., l'autoguarigione e l'approfondimento del significato della vita. La teoria della Watson pone il cliente al centro della pratica infermieristica, piuttosto che la tecnologia e sottolinea l'importanza dei fattori psicologici, sociali e spirituali nel processo di assistenza. La teoria si fonda su solide basi culturali. I concetti espressi non sono difficili, ma le teorie su cui si appoggiano sono numerose ed estese. Gli scritti della Watson sembrano trascurare il fondamento biofisico del nursing e la sua teoria su una assistenza di elevata qualità sembra difficilmente applicabile in quegli ambienti burocratici dove, come negli ospedali, le infermiere devono assistere malati acuti, in regime di degenza breve, sottostando a ferrei vincoli economici.
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Pagina aggiornata il 07.08.09
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