Sono ben 11 anni che
imperversa sulla fascia destra di San Siro con la maglia nerazzurra!
Inizialmente Javier Zanetti è diventato capitano perché Ronaldo
(capitano in virtù degli sponsor più che per meriti sportivi) non
riusciva ormai a stare in campo a causa dei ripetuti infortuni. Poi però
l'argentino è diventato "IL CAPITANO", distinguendosi
sul terreno di gioco per la bravura e l'impegno di chi non molla mai e
getta, in ogni partita, il cuore oltre l'ostacolo.
Le sue proverbiali galoppate sulla fascia e le sue ubriacanti
serpentine in progressione hanno fatto innamorare i tifosi interisti
e infuriare compagni e allenatori, che talvolta gli rimproverano di
non passare la palla e di essere troppo individualista.
È diventato "IL CAPITANO" non solo per le qualità
tecniche e la generosità mostrate sui campi di calcio, ma anche
perché
è un campione di stile nella vita privata e un esempio di solidarietà
su molti fronti.
Chi non capisce di calcio e coloro che sono a corto di argomenti gli
rimproverano di essere rimasto all'Inter per 11 anni senza vincere quasi
niente. Ma è campione anche (e soprattutto) chi fa una scelta di vita
per amore di una maglia, di una società e dei tifosi. Non sempre chi
cambia squadra è un mercenario, come non sempre chi resta a lungo è un
illuso. Ecco perché Zanetti, per l'Inter e i suoi tifosi, è diventato
un'irrinunciabile BANDIERA.
E poi la Coppa Uefa del 1998 l'abbiamo vinta grazie a un suo gol ...
Grazie di cuore, capitano.
Pier Luigi Usai
(marzo 2006)