Thomas Bernhard, Ja, Guanda, 2003
(titolo originale: Ja, Suhrkamp Verlag, Frankfurt am Main, 1978)

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copertinaPer poter portare a termine i propri studi scientifici uno scrittore si isola totalmente dagli altri e sprofonda in uno stato di apatia, di inerzia, di depressione, di esaurimento fisico e mentale. In preda a una ossessiva autoanalisi, egli si libera parzialmente della propria nausea esistenziale conoscendo presso l'amico Moritz, che fa l'agente immobiliare, una coppia matura di svizzeri, lei in verità originaria della Persia, lui un ingegnere edile che costruisce centrali.

Essi acquistano da Moritz un appezzamento di terreno malandato e umido dietro al cimitero e dietro al bosco, dove hanno intenzione di costruirsi una casa per la vecchiaia.

Lo scrittore è incuriosito dalla singolare coppia e in particolare dalla persiana. Durante le passeggiate che egli compie con lei nel bosco di larici, apprende che la persiana, più giovane di dieci anni del marito, ha sacrificato la sua carriera al talento e all'ascesa professionale del suo compagno. Il quale, ormai vecchio e all'apice della carriera, la tratta senza riguardo, anzi, è intenzionato ad abbandonarla per un'altra donna, confinandola nella nuova casa, ubicata  nel fondo più orrendo che esistesse. Ciò costituisce il suo modo di punirla.

Aprendosi con lo scrittore e facendo con lui passeggiate filosofiche e musicali attraverso il bosco di larici, discorrendo de Il mondo come volontà e rappresentazione di Schopenhauer e della musica di Schumann, la donna per un po' si libera dalla consapevolezza che la vita è priva di senso. I due raggiungono una comunione spirituale e sentimentale "in questa regione sempre e soltanto nemica dello spirito e assassina del sentimento".

Ma anche la relazione con lo scrittore, affettiva e intellettuale, si logora. La persiana abbandona l'albergo dove soggiornava e si ritira nella nuova casa ancora in fase di costruzione, stanca e delusa di tutto e di tutti. Disperata, un giorno si suicida, gettandosi sotto un camion carico di cemento.

Attraversato da un nichilismo aspro e pervasivo, il racconto si fa apprezzare per la grande qualità di scrittura.

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Pagina aggiornata il 11.02.08
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