a cura di Gianfranco Finzi, Le infezioni ospedaliere, Sorbona, 1993

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Con il termine di "Infezioni ospedaliere" (I.O.) sono definite quelle malattie di origine infettiva contratte da pazienti in ambiente ospedaliero che non sono evidenti all'ingresso ma che si manifestano durante e dopo il ricovero e da questo sono causate.
Per convenzione, si considerano I.O. quelle infezioni che insorgono dopo 48 ore dal ricovero.

Il problema delle infezioni ospedaliere costituisce uno dei grandi campi di intervento dell'infermiere professionale.
Uno studio recente, relativo al periodo 2002-2004, stima che in Italia siano 400-700 mila i nuovi casi ogni anno, con una mortalità che si aggira intorno al 10%

Il volume, preparato da Gianfranco Finzi con la collaborazione attiva di infermieri e capisala del Policlinico S. Orsola Malpighi di Bologna, ne parla diffusamente per 416 pagine e 15 capitoli (più una accurata bibliografia) identificando l'incidenza e le cause del fenomeno e proponendo, alla luce di evidenti prove scientifiche, i rimedi.

Il diffondersi delle infezioni nosocomiali è dovuto ad una serie di fattori, che nel libro vengono così elencati:
- fenomeni di resistenza indotti da terapia antibiotica indiscriminata;
- manovre assistenziali eseguite senza rispettare le norme igieniche;
- aumento dei pazienti ospedalizzati, in particolar modo di persone immunodepresse;
- ampio ricorso a manovre invasive;
- l'affollamento dei visitatori;
- la maggiore mobilità del paziente all'interno dell'ospedale;
- l'inadeguatezza delle strutture;
- l'inefficacia degli agenti antivirali;
- la mancata disponibilità di nuovi vaccini;
- l'uso del sangue e degli emoderivati;
- l'elevato Indice di Occupazione dei Posti Letto.

Le infezioni ospedaliere colpiscono principalmente il tratto urinario, le ferite chirurgiche, l'apparato respiratorio, il sangue (batteriemie).

I danni provocati dalle infezioni nosocomiali si manifestano in maggiori oneri economici per il Sistema Sanitario, con un prolungamento del periodo di degenza e un aumento delle spese per la terapia, ma anche in sofferenze fisiche e morali per le persone che le contraggono. A volte un'infezione particolarmente severa può portare a morte il paziente

La prevenzione delle infezioni ospedaliere deve stare ai primi posti fra le priorità di un ospedale moderno, come raccomandato anche dalle disposizioni ministeriali. A tal fine è importante allestire un efficace piano preventivo, che parta dello studio dell'andamento del fenomeno. Tale indagine epidemiologica si avvale dei seguenti metodi, da impiegare con flessibilità a seconda dei contesti organizzativi:
- studi trasversali o di prevalenza (i più accessibili in termini di costi e risorse impiegate);
- studi casi controllo;
- studi longitudinali o di incidenza (i più accurati, ma dispendiosi in termini di costi e risorse impiegate).

Il Ministero della Sanità ha portato all'istituzione anche in Italia dell'infermiere professionale addetto al controllo delle infezioni, riconoscendo il ruolo primario che questa figura viene chiamata a ricoprire nel prevenire e arginare questo fenomeno.

Il volume, con precisione e chiarezza, espone al lettore i concetti di sanificazione, disinfezione, sterilizzazione, disinfestazione; presenta una interessante e utile scheda per ogni disinfettante usato nei presidi sanitari; dedica un capitolo all'isolamento. E uno, naturalmente, a quella precauzione principe in campo igienico che è il lavaggio delle mani, tecnica efficace ed economica quant'altre mai, di importanza ormai storica.

Soprattutto il volume espone dettagliatamente tutte le procedure, le tecniche e il know-how aggiornato, pronto per essere utilizzato con profitto nella pratica quotidiana, per consentire di elevare la qualità dell'assistenza erogata, riducendo così sofferenze e costi evitabili.

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Pagina aggiornata il 03.07.05
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