Con il termine di "Infezioni
ospedaliere" (I.O.) sono
definite quelle malattie di origine infettiva
contratte da pazienti in ambiente ospedaliero che non
sono evidenti all'ingresso ma che si manifestano
durante e dopo il ricovero e da questo sono causate.
Per convenzione, si considerano I.O. quelle infezioni
che insorgono dopo 48 ore dal ricovero.
Il problema delle infezioni ospedaliere
costituisce uno dei grandi campi di intervento
dell'infermiere professionale.
Uno studio recente, relativo al periodo 2002-2004, stima che in
Italia siano 400-700 mila i nuovi casi ogni anno, con una mortalità
che si aggira intorno al 10%
Il volume, preparato da Gianfranco Finzi con la
collaborazione attiva di infermieri e capisala del
Policlinico S. Orsola Malpighi di Bologna, ne parla
diffusamente per 416 pagine e 15 capitoli (più una
accurata bibliografia) identificando l'incidenza e le
cause del fenomeno e proponendo, alla luce di
evidenti prove scientifiche, i rimedi.
Il diffondersi delle infezioni nosocomiali è dovuto
ad una serie di fattori, che nel libro vengono così
elencati:
- fenomeni di resistenza indotti da terapia
antibiotica indiscriminata;
- manovre assistenziali eseguite senza rispettare le
norme igieniche;
- aumento dei pazienti ospedalizzati, in particolar
modo di persone immunodepresse;
- ampio ricorso a manovre invasive;
- l'affollamento dei visitatori;
- la maggiore mobilità del paziente all'interno
dell'ospedale;
- l'inadeguatezza delle strutture;
- l'inefficacia degli agenti antivirali;
- la mancata disponibilità di nuovi vaccini;
- l'uso del sangue e degli emoderivati;
- l'elevato Indice di Occupazione dei Posti Letto.
Le infezioni ospedaliere colpiscono principalmente il
tratto urinario, le ferite chirurgiche, l'apparato
respiratorio, il sangue (batteriemie).
I danni provocati dalle infezioni nosocomiali si
manifestano in maggiori oneri economici per il
Sistema Sanitario, con un prolungamento del periodo
di degenza e un aumento delle spese per la terapia,
ma anche in sofferenze fisiche e morali per le
persone che le contraggono. A volte un'infezione
particolarmente severa può portare a morte il
paziente
La prevenzione delle infezioni ospedaliere deve stare
ai primi posti fra le priorità di un ospedale
moderno, come raccomandato anche dalle disposizioni
ministeriali. A tal fine è importante allestire un
efficace piano preventivo, che parta dello studio
dell'andamento del fenomeno. Tale indagine
epidemiologica si avvale dei seguenti metodi, da
impiegare con flessibilità a seconda dei contesti
organizzativi:
- studi trasversali o di prevalenza (i più
accessibili in termini di costi e risorse impiegate);
- studi casi controllo;
- studi longitudinali o di incidenza (i più
accurati, ma dispendiosi in termini di costi e
risorse impiegate).
Il Ministero della Sanità ha portato all'istituzione
anche in Italia dell'infermiere professionale addetto
al controllo delle infezioni, riconoscendo il ruolo
primario che questa figura viene chiamata a ricoprire
nel prevenire e arginare questo fenomeno.
Il volume, con precisione e chiarezza, espone al
lettore i concetti di sanificazione, disinfezione,
sterilizzazione, disinfestazione; presenta
una interessante e utile scheda per ogni
disinfettante usato nei presidi sanitari; dedica un
capitolo all'isolamento. E uno,
naturalmente, a quella precauzione principe in campo
igienico che è il lavaggio delle mani,
tecnica efficace ed economica quant'altre mai, di
importanza ormai storica.
Soprattutto il volume espone dettagliatamente tutte
le procedure, le tecniche e il know-how
aggiornato, pronto per essere utilizzato con profitto
nella pratica quotidiana, per consentire di elevare
la qualità dell'assistenza erogata, riducendo così
sofferenze e costi evitabili.