Milan Kundera, L'ignoranza, Adelphi, 2001

 

copertinaIn spagnolo, "añoranza" viene dal verbo "añorar" ("provare nostalgia"), che viene dal catalano "enyorar", a sua volta derivato dal latino "ignorare". Alla luce di questa etimologia, la nostalgia appare come la sofferenza dell'ignoranza.

"Quanti anni avevi?".
"Solo venti. E a quel punto i giochi erano fatti, una volta per tutte. E' lì che ho commesso un errore, un errore difficile da definire, impercettibile, ma dal quale è dipesa tutta la mia vita e a cui non sono mai riuscita a porre rimedio".
"Un errore irreparabile commesso nell'età dell'ignoranza".
"Sì".
"E' a quell'età che ci si sposa, che si ha il primo bambino, che si sceglie una professione. Poi viene il giorno in cui sai e capisci molte cose, ma ormai è troppo tardi, perché tutta la tua vita è stata decisa in un periodo in cui non sapevi nulla".

Il ritorno in patria, l'impaccio e il disagio del ritorno, la nostalgia, il mito di Ulisse, la difficile vita dell'esule, la Praga postcomunista con un'identità culturale impoverita dagli interessi mercantili del subentrante, vittorioso capitalismo, la musica che onnipresente ci bombarda ormai come un fastidioso rumore di fondo, facendo fallire i nostri goffi tentativi di autenticità sono soltanto alcuni dei temi affrontati da Kundera in questo commovente e bel romanzo.
E l'amore naturalmente, il leit motiv dell'opera narrativa dello scrittore ceco, con le sue eterne oscillazioni, le difficoltà della vita di coppia, il matrimonio che inaridisce l'erotismo rimpiazzandolo con una cullante conversazione, piena di rassicurazioni.

Sono molte le storie d'amore descritte; passato e presente dei due protagonisti, Josef e Irena, si intersecano di continuo, portando con sé incertezze e complicazioni sentimentali.
Gli equivoci e le ingannevoli costruzioni mentali inducono, poi, tutti i personaggi coinvolti nella narrazione all'errore.

E' la soggettività dell'uomo contemporaneo quella che con profondità Kundera ritrae, cogliendone acutamente contraddizioni e impasse.

L'unica cosa nella narrazione di Kundera che non mi ha convinto del tutto è quell'esprimersi per affermazioni apodittiche, indimostrabili, forse troppo sicure, quel suo tono filosofeggiante e asseverativo, che seduce e ipnotizza il lettore, ma non è forse in linea con le insicurezze e il relativismo della nostra epoca.

ordina

I libri di Milan Kundera

| home |

| recensioni |

 

Pagina aggiornata il 09.09.01
Copyright 2000-2006 Valentino Sossella