Renate Gockel, Donne che mangiano troppo, Lyra libri, 1990

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Il bisogno di alimentarsi, agli infermieri viene insegnato alla noia, è uno dei bisogni fondamentali dell'uomo. Tuttavia possono intervenire delle perturbazioni patologiche nel soddisfacimento di questo bisogno primario. Una di queste è la bulimia. Attraverso l'analisi e la terapia di un caso clinico concreto, quello di Anna K., insegnante trentenne, affetta da un bisogno incoercibile di mangiare, la Gockel, psicologa tedesca, ci mostra quali sono i meccanismi mentali che sottendono questo diffuso disturbo del comportamento alimentare. 

"Mangiare troppo significa riversare sul cibo le proprie paure, la propria solitudine, le proprie frustrazioni, i conflitti familiari. Vincere gli attacchi di fame significa liberarsi dalla falsa immagine di sé e imparare a vivere responsabilmente e autonomamente", così si scrive all'inizio del libro. Il testo della Gockel, che definirei di psicologia pratica, è scritto con particolare intelligenza e le dinamiche psicologiche individuate non si limitano a spiegare i motivi della bulimia, ma focalizzandosi su meccanismi psicologici di interesse secondo me generale, ci aiutano a comprendere una miriade di comportamenti disturbati e, cosa ancora più importante, ci aiutano a capire l'origine dei nostri stessi blocchi psicologici. 

Un libro, quindi, secondo il mio parere, utilissimo anche per la comprensione di noi stessi, visto che così spesso gli impacci psicologici degli altri sono così simili ai nostri. La psicologia classica spesso questo ci ha insegnato, che fra la normalità e la cosiddetta patologia i confini sono labili e incerti.
Da leggere.

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