Il bisogno di alimentarsi, agli infermieri viene
insegnato alla noia, è uno dei bisogni fondamentali
dell'uomo. Tuttavia possono intervenire delle
perturbazioni patologiche nel soddisfacimento di
questo bisogno primario. Una di queste è la bulimia.
Attraverso l'analisi e la terapia di un caso clinico
concreto, quello di Anna K., insegnante trentenne,
affetta da un bisogno incoercibile di mangiare, la
Gockel, psicologa tedesca, ci mostra quali sono i
meccanismi mentali che sottendono questo diffuso
disturbo del comportamento alimentare.
"Mangiare troppo significa riversare sul cibo le
proprie paure, la propria solitudine, le proprie
frustrazioni, i conflitti familiari. Vincere gli
attacchi di fame significa liberarsi dalla falsa
immagine di sé e imparare a vivere responsabilmente
e autonomamente", così si scrive all'inizio del
libro. Il testo della Gockel, che definirei di psicologia
pratica, è scritto con particolare intelligenza e le
dinamiche psicologiche individuate non si limitano a
spiegare i motivi della bulimia, ma focalizzandosi su
meccanismi psicologici di interesse secondo me
generale, ci aiutano a comprendere una miriade di
comportamenti disturbati e, cosa ancora più
importante, ci aiutano a capire l'origine dei nostri
stessi blocchi psicologici.
Un libro, quindi, secondo
il mio parere, utilissimo anche per la comprensione
di noi stessi, visto che così spesso gli impacci
psicologici degli altri sono così simili ai nostri.
La psicologia classica spesso questo ci ha insegnato,
che fra la normalità e la cosiddetta patologia i
confini sono labili e incerti.
Da leggere.
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libri di Renate Gockel