Il mondo si limitava a presentarsi in ufficio, ora, in attesa della
pensione.
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Dissacrante, brillante, nonché postmoderno, Gli Schwartz (titolo originale: The Sleeping
Father, 2003) appartiene a quel filone narrativo americano che da Huckleberry
Finn, passando attraverso Il giovane Holden di Salinger, arriva fino
a Le correzioni di Franzen.
Gli Schwartz sono una famiglia americana
di origini ebree piuttosto
singolare: il padre Bernard, chiamato confidenzialmente Bernie, si guadagna da vivere scrivendo
bollettini per organizzazioni professionali e non. Stressato dalla vita
contemporanea, riesce a tenere
insieme i cocci della propria personalità soltanto in forza dell'assunzione cronica di
antidepressivi. Un giorno mischia involontariamente due psicofarmaci
incompatibili, rimane vittima di un colpo apoplettico e cade in coma, da
cui si risveglia con severe menomazioni motorie e cognitive e, fra l'altro,
un'imbarazzante afasia.
L'ex moglie, Lila Munroe, dopo la separazione dal marito, si è affermata
nel mondo del lavoro come avvocato civilista, sacrificando tuttavia una parte della
propria umanità al cinismo arrivista. Una delle sue occupazioni
principali è diventata la dedizione a una sorta di
consumismo sessuale a tutto campo, che spazia dai ragazzi agli anziani.
I due figli adolescenti sono piuttosto male in arnese: Cathy sta vivendo
una crisi mistica, mentre Chris è tanto intelligente e dotato di sense
of humour, quanto inquieto e a
disagio in tutte le situazioni.
Completano i personaggi principali la neurologa che ha in cura Bernie,
la competente e scrupolosa dottoressa Lisa Danmeyer e suo padre, il venditore di pianoforti Morris.
I due sono in perenne conflitto, che trae alimento soprattutto dalla segreta
invidia che il padre nutre verso il successo professionale della
figlia. Infine ci sono Frank (Francis) Dial, il ragazzo negro brillante
e intelligente, amico di
Chris e spasimante di Cathy e la coppia Connie e Gary (e il figlio
Charlie), contraltare working class delle altre coppie borghesi,
il cui burrascoso menage familiare include
aggressioni, percosse e insulti. Connie e Gary avranno un ruolo
importante nell'epilogo della vicenda.
Il romanzo di Sharpe ci racconta la crisi della famiglia occidentale
(americana), ormai disgregata, composta da genitori svogliati e forse
salutarmente incapaci di incarnare i vecchi modelli di autorità e da
figli adolescenti, ormai troppo intelligenti, problematici e
indipendenti per recitare, a loro volta, il proprio ruolo con subalterna
devozione.
Nel libro, l'autore, - insegnante di scrittura creativa alla Columbia
University, come certifica il risvolto di copertina -, se la prende con Il
giovane Holden di Salinger, definendolo "un libro anche
quasi decente, se venivi da un posto come la Bulgaria e non ne avevi mai
sentito parlare". In verità tutta la narrazione di Sharpe è
attraversata da infelicità e smarrimenti adolescenziali salingeriani e
i personaggi sembrano cloni delle figure più memorabili tratteggiate da
Salinger nei suoi romanzi e racconti più riusciti. Persino lo stile di
scrittura adottato da Sharpe sembra rifare il verso alla prosa dell'autore
de Il giovane Holden.
Nonostante le battute e i motti di spirito assomiglino spesso a quelli dei comici dello Zelig,
la lettura procede piacevole, avvincente e istruttiva.
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