Matthew Sharpe, Gli Schwartz, Einuaudi, 2005

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copertina Il mondo si limitava a presentarsi in ufficio, ora, in attesa della pensione.
(pag. 12)

Dissacrante, brillante, nonché postmoderno, Gli Schwartz (titolo originale: The Sleeping Father, 2003) appartiene a quel filone narrativo americano che da Huckleberry Finn,  passando attraverso Il giovane Holden di Salinger, arriva fino a Le correzioni di Franzen. 

Gli Schwartz sono una famiglia americana di origini ebree piuttosto singolare: il padre Bernard, chiamato confidenzialmente Bernie, si guadagna da vivere scrivendo bollettini per organizzazioni professionali e non. Stressato dalla vita contemporanea, riesce a tenere insieme i cocci della propria personalità soltanto in forza dell'assunzione cronica di antidepressivi. Un giorno mischia involontariamente due psicofarmaci incompatibili, rimane vittima di un colpo apoplettico e cade in coma, da cui si risveglia con severe menomazioni motorie e cognitive e, fra l'altro, un'imbarazzante afasia.
L'ex moglie, Lila Munroe, dopo la separazione dal marito, si è affermata nel mondo del lavoro come avvocato civilista, sacrificando tuttavia una parte della propria umanità al cinismo arrivista. Una delle sue occupazioni principali è diventata la dedizione a una sorta di consumismo sessuale a tutto campo, che spazia dai ragazzi agli anziani.
I due figli adolescenti sono piuttosto male in arnese: Cathy sta vivendo una crisi mistica, mentre Chris è tanto intelligente e dotato di sense of humour, quanto inquieto e a disagio in tutte le situazioni.

Completano i personaggi principali la neurologa che ha in cura Bernie, la competente e scrupolosa dottoressa Lisa Danmeyer e suo padre, il venditore di pianoforti Morris. I due sono in perenne conflitto, che trae alimento soprattutto dalla segreta invidia che il padre nutre verso il successo professionale della figlia. Infine ci sono Frank (Francis) Dial, il ragazzo negro brillante e intelligente, amico di Chris e spasimante di Cathy e la coppia Connie e Gary (e il figlio Charlie), contraltare working class delle altre coppie borghesi, il cui burrascoso menage familiare include aggressioni, percosse e insulti. Connie e Gary avranno un ruolo importante nell'epilogo della vicenda.

Il romanzo di Sharpe ci racconta la crisi della famiglia occidentale (americana), ormai disgregata, composta da genitori svogliati e forse salutarmente incapaci di incarnare i vecchi modelli di autorità e da figli adolescenti, ormai troppo intelligenti, problematici e indipendenti per recitare, a loro volta, il proprio ruolo con subalterna devozione.

Nel libro, l'autore, - insegnante di scrittura creativa alla Columbia University, come certifica il risvolto di copertina -, se la prende con Il giovane Holden di Salinger, definendolo "un libro anche quasi decente, se venivi da un posto come la Bulgaria e non ne avevi mai sentito parlare". In verità tutta la narrazione di Sharpe è attraversata da infelicità e smarrimenti adolescenziali salingeriani e i personaggi sembrano cloni delle figure più memorabili tratteggiate da Salinger nei suoi romanzi e racconti più riusciti. Persino lo stile di scrittura adottato da Sharpe sembra rifare il verso alla prosa dell'autore de Il giovane Holden.

Nonostante le battute e i motti di spirito assomiglino spesso a quelli dei comici dello Zelig,  la lettura procede piacevole, avvincente e istruttiva.

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Pagina aggiornata il 06.01.07
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