John Gardner, Il mestiere dello scrittore, Marietti, 1989

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Quando comparve in Italia, On Becoming a Novelist, era il primo libro di Creative Writing ad essere pubblicato, fra lo scetticismo generale. Oggi, i manuali che insegnano a scrivere narrativa si sono moltiplicati, ma questo libro continua a conservare un suo fascino e una sua ragione d'essere. Vediamo che lezione trarre dalle 200 pagine dell'insegnante di scrittura, e scrittore in proprio, John Gardner:
a) per fare lo scrittore è necessario un particolare profilo di personalità, particolarmente tollerante le frustrazioni. Il successo giunge, in genere, tardi, e l'aspirante scrittore non deve demoralizzarsi, mentre vede gli altri, magari meno brillanti di lui, salire nella scala sociale;
b) oltre questa imposizione ossessiva, questa ostinazione e capacità di sforzo, lo scrittore deve possedere: sensibilità verbale, precisione dell'occhio e la particolare intelligenza del narratore;
c) Tolstoj, Dostoevskij, Mann, Faulkner appartengono ad una superiore categoria di romanzieri: hanno il dono di rendere le osservazioni e i sentimenti precisi di un'ampia varietà di personaggi, e perfino di penetrare (come nel caso di Tolstoj) nell'anima degli animali;
d) se scrivere comporta potersi isolare in solitudine per creare, è molto importante mantenere anche i contatti con l'esterno e in particolare con altri scrittori o aspiranti scrittori. Per Gardner, molti grandi scrittori facevano e fanno, in realtà, parte di un gruppo o di un movimento;
e) per diventare eccellenti scrittori è meglio acquisire un'istruzione formale, la più ampia possibile, che spazi in discipline diverse, possibilmente anche scientifiche. Cognizioni approfondite di filosofia e psicologia possono, poi, rivelarsi utilissime per il lavoro di scrittura;
f) pur mantenendo una buona dose di diffidenza, è bene affidarsi a un editor che si stima. In genere si tratta di persone intelligenti, che hanno tutto l'interesse a pubblicare buoni libri;
g) non abbattersi oltre misura e perseverare, anche se il proprio lavoro viene respinto; meno che mai se l'editor propone consigli su come modificare alcune parti;
h) per evitarsi complicazioni, è bene rivolgersi a un agente letterario, che si preoccupi degli aspetti contrattuali ed economici della scrittura;
i) cercarsi un lavoro che lasci abbastanza tempo libero per scrivere; meglio ancora accettare di farsi mantenere;
l) quando si scrive narrativa, specialmente se ci si accinge ad un'ardua prova come la stesura di un romanzo, pianificare bene il lavoro, imporsi in qualche modo una scaletta, un'architettura. Altrimenti si rischia di produrre qualcosa di informe.

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Valentino Sossella