Sergej Samsonov, Un fuoriclasse vero. Distopia calcistica, Isbn, 2009
(titolo originale: Nogi, Amphora Publisher, St Petersburg, 2007)

 N
a
r
r
a
t
i
v
a
copertinaSemėn Suvalov frequenta la scuola con scarso profitto. Sembra un bambino ritardato. Un'unica grande passione riesce a scuoterlo dall'inerzia: giocare a calcio.

Scelto dopo un sofferto provino fra centinaia di altri ragazzi, Semėn entra nella scuola calcio del CSKA di Mosca, malgrado la feroce opposizione della madre. Veloce nel pensare e nell'eseguire le giocate con la palla, Semėn viene notato dalle grandi squadre, in particolare dal Tottenham, club inglese allenato da Josč Gaudinho (Mourinho?), di proprietą del magnate russo Koplevic.

Il ragazzo, tuttavia, coltiva un altro sogno: quello di giocare un giorno nei blaugrana di Barcellona, il grande team che interpreta un calcio spettacolare e "romantico". Raggiunta la cittą catalana in modo rocambolesco, Semėn realizza il desiderio di giocare accanto agli idoli della sua infanzia.

Centravanti di spiccato talento e fantasia, Suvalov perņ, ormai all'apice del successo sportivo ed esistenziale, comincia progressivamente a maturare la convinzione, ai limiti della paranoia, che il mondo del calcio sia profondamente corrotto, manipolato e privo di ogni ideale etico ed estetico.

Il bel romanzo di esordio di Sergej Samsonov non soltanto ci racconta, dunque, la vita quotidiana di un grande campione, ma lancia un atto di accusa contro il calcio contemporaneo, dove i calciatori o sono uomini a una dimensione, dominati dal principio di prestazione, che, come robot radiocomandati, praticano un gioco meccanico privo di fantasia, oppure sono schiavi della pubblicitą e dell'industria dello spettacolo, proni al volere delle multinazionali (Nike, Adidas, Coca-Cola, Sony, ecc.) che sfruttano la loro immagine per vendere prodotti e cianfrusaglie agli ipernutriti tifosi borghesi.

Sullo sfondo della vicenda, Samsonov ci racconta la Russia al tempo dell'implosione dell'Impero sovietico, ormai alla mercé di gangster e mafie violente.

Ad addolcire la narrazione ci pensano alcuni personaggi minori, come il simpatico, imprevedibile e incontenibile asso brasiliano Ronaldinho, compagno di squadra di Suvalov, e Johan Cruijff, il maestoso campione olandese, strepitoso sia sul campo di gioco che nell'impartire, pił tardi, in qualitą di allenatore, ordini dalla panchina. E proprio a lui, al mitico Olandese Volante, trasformato nel romanzo in ieratico Vecchio Saggio del calcio, verrą demandato il difficile compito di ricondurre Suvalov alla ragione. 

ordina

| home |

| sport


Pagina aggiornata il 19.04.09
Copyright 2000-2009 Valentino Sossella