"Il malato non è più solo un paziente, ma
anche un cliente cui la legge (vedi, ad esempio,
quella sulla tutela della privacy) attribuisce sempre
nuovi diritti; gli ospedali sono diventati aziende
munite di Carte dei servizi sanitari che mettono in
evidenza il ruolo svolto dall'infermiere
nell'assistenza alla persona: la magistratura è
sempre più rigorosa nella valutazione della
responsabilità professionale. Con l'occhio del
giurista, questo breve saggio cerca di fare il punto
della situazione affrontando problematiche sempre
più attuali quali l'esercizio abusivo della
professione ed il consenso informato; il segreto
professionale e la legge sulla privacy; la gestione
della documentazione sanitaria e le società
professionali (...)".
Così recita la quarta di copertina di questo libro,
dalla cui lettura, fatta l'anno scorso, ho ricavato
un'impressione positiva. Non è il solito, noioso
(almeno per me) tomo di legislazione sanitaria, che
riporta le leggi scritte nel solito pedante e oscuro
stile burocratico, ma è un agile volumetto, che, in
un centinaio di pagine fitte, cerca di calarsi nella
pratica per risolvere quei quesiti che spesso ogni
infermiere si pone durante lo svolgimento della
propria attività: chi può comunicare la diagnosi al
paziente? Cosa fare se un paziente rifiuta
determinate cure, mettendo a repentaglio la propria
vita? E' giusto mantenere il segreto professionale
con i congiunti di un paziente affetto da AIDS? A chi
compete la gestione del registro degli stupefacenti?
L'intero capitolo 9, poi, approntato con la
collaborazione di un infermiere, è dedicato alla
disamina di questioni e casi concreti: si prendono in
esame le responsabilità professionali inerenti il
consenso informato; la tutela della privacy in
ospedale; la cartella infermieristica e le sue
implicazioni giuridiche; il 118 e la somministrazione
di farmaci da parte dell'infermiere.
Da ultimo anche il prezzo, particolarmente contenuto,
raccomanda l'acquisto di questo utile volume.
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