Uno strano romanzo che
descrive il complicato rapporto fra due fratelli, uno
dei quali affetto da non meglio precisati disordini
mentali.
Il tutto si svolge principalmente all'interno di
una casa semivuota, in una dimensione che rasenta la
claustrofobia. Amore e aggressivitą, volontą di
conoscere e fatalismo, attrazione e repulsione,
pietą e stanchezza, razionalitą e casualitą,
grandi angosce e piccole gioie legano i due
protagonisti e la loro ben scandita e, soltanto in
apparenza, elementare esistenza quotidiana.
L'ispanista Carmelo Samoną racconta la storia di
una convivenza fraterna, all'insegna della malattia e
della diversitą, con sorprendente finezza,
ricorrendo a una scelta lessicale sorvegliata e
gradevole, affidandosi ad una scrittura fatta di
brevi ed eleganti frasi e di concentrati capitoletti.
Nel romanzo, non ci sono nomi di persona o di
localitą, quasi che l'intenzione dell'autore sia
quella di parlarci di esperienze generalizzabili. E
tutto il libro forse rappresenta, ad un livello pił
profondo di lettura, una metafora dolente delle
difficoltą di comunicazione dell'uomo contemporaneo,
rimanda ad una sua difficile condizione esistenziale.
I
libri di Carmelo Samoną